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Discussione Generale sullo Sportello Unico per le Attività Produttive
Seduta n. 112 16 Giugno 2010, mercoledì
Testo unificato 160-163-172  
PORCU (P.D.) Presidente, consiglieri, oggi all’attenzione dell’aula c’è  una  norma  che  interviene  su  uno  strumento  che  quest'Aula  ha  approvato  con  largo  consenso nella scorsa legislatura, relativo all’istituzione del SUAP, lo  sportello unico per le attività produttive che dal 2008, l’anno della legge, ha trovato  un’ampia applicazione ed è stato unanimemente ritenuto dalle forze economiche uno  strumento  utile  per  superare  i  vincoli  burocratici  e  per  consentire  alle  imprese  di  avviare più rapidamente le loro attività di produzione di beni e di servizi.

Per volontà  del  legislatore,  per  volontà  della  scorsa  Giunta  regionale,  per  la  ribadita  volontà  anche dell’attuale maggioranza, Presidente le chiedo... so che è uno strumento...  

PRESIDENTE.  Ha  ragione  onorevole  Porcu,  prego  i  colleghi  di  prendere  posto, onorevole Diana grazie, onorevole Ladu.  

PORCU (P.D.) Non prenderò tra l’altro Presidente tutti i 20 minuti  perché è un testo ben conosciuto dall’aula e che trova, mi auspico, ampio consenso  tra   le   forze   politiche.  

Allora,   per   volontà   del   legislatore   e   per   volontà  dell’amministrazione   regionale   passata,   per   la   ribadita   volontà   dell’attuale  amministrazione  e  dell’attuale  maggioranza,  lo  sportello  unico  per  le  attività  produttive ha trovato ampia applicazione anche nel campo dell’edilizia residenziale.  A  questo  proposito  la  circolare  esplicativa  del  2008  ribadiva  che  all’interno  delle  attività ricomprese dal SUAP andava considerata  anche l’edilizia residenziale. Cosa è successo nel frattempo? E’ successo che con una  sentenza del TAR, la “246” del 2010 è stato annullato l’articolo 1 e il comma 2 della  circolare  esplicativa  che  appunto  meglio  definiva  gli  ambiti  che  dovevano  essere  ricompresi dal SUAP,  in particolare tale sentenza di fatto non ribadisce che non è  possibile  semplicemente  attraverso  la  circolare  esplicativa  ricomprendere  quanto  in  legge sembra non essere ricompreso, cioè il fatto che all’interno dello sportello unico  per le attività produttive possano essere anche comprese le attività di edilizia ad uso  residenziale.  

Io  non  mi  dilungo  sugli  aspetti  tecnici,  Presidente  e  colleghi,  segnalo  soltanto  che  questa  sentenza  del  TAR  ha  avuto  delle  conseguenze,  perché  ha  certamente gettato nel caos gli uffici tecnici comunali, ha provocato al momento un  blocco di oltre trecento pratiche, almeno, ma qualcuno dice molto di più, che sono in  una situazione di attesa, tra l’altro ci sono anche molte autorizzazioni che erano state  già date la cui validità in qualche modo è messa in discussione e quindi è indubbio  che  questa  sentenza  del  TAR  ha,  come  dire,  richiamato  l’attenzione  degli  operatori  economici che in qualche modo sono in allarme, sia per gli effetti di questa sentenza  sulle  attività  già  svolte  dal SUAP  e  sia  per  il  blocco che ne deriva e per tutte quelle che erano in attesa dallo stesso sportello di una  risposta. Stiamo parlando certamente di centinaia di pratiche, certamente di centinaia  e si calcola appunto oltre 300-400 cantieri che in questo momento sono bloccati in  attesa che si chiarisca se l’edilizia residenziale debba o non debba essere ricompresa.  

Credo che le interpellanze, le interrogazioni che ci sono state, le proposte di  legge, il testo oggi ne ricomprende due, una che viene da colleghi della maggioranza  in  questo  Consiglio,  una  che  viene  dai  colleghi  della  minoranza,  a  cui  si  aggiunge  una proposta della Giunta regionale, fanno capire che il problema è all’attenzione di  tutte le forze politiche.

Siamo in una di quelle situazioni dove il merito prevale sulle  posizioni  di  parte,  e  mi  sembra  che  sia  unanime,  come  dimostra  anche  il  voto  in  prima Commissione sul testo unificato che è stato esitato, l’esigenza di dare risposte  agli  operatori  economici  anche  in  un  momento  di  crisi  economica  sociale  come  quella che la Sardegna attraversa, che non ci consente, non ci permette certamente di  bloccare i pochi cantieri, o le poche attività produttive, che in un periodo di crisi così  drammatica   di   calo   dell’occupazione   si   manifesta   in Sardegna.  

Il   lavoro   della  Commissione  si  è  concentrato  sul  capire  quale  fosse  lo  strumento  più  idoneo  per  risolvere il problema. Sono arrivati pareri importanti ed autorevoli dalle commissioni,  sostanzialmente  il  dibattito  si  è  concentrato  sul  fatto  di  dare  alla  norma  un  valore  semplicemente   interpretativo,   oppure   di   intervenire   sulla   norma   del   2008,  chiarendone all’interno della norma il fatto che tra gli impianti produttivi legati alle  attività  economiche  di  produzione  di  beni  e  di  servizi  fossero  anche  ricomprese  le  attività   imprenditoriali   di   edilizia   residenziale.  

 La   Commissione   ha   ritenuto  all’unanimità che una norma con carattere semplicemente interpretativo non fosse lo  strumento migliore, in quanto avrebbe avuto un esplicito carattere di retroattività, ma  su  questo  aspetto  io  mi  rimetto  anche  alla  discussione  che  potrà  avvenire  in  Aula,  perché certamente ci sono colleghi che su questo argomento vorranno intervenire per  ribadire  il  fatto  che  la  Commissione  abbia  scelto  la  strada  migliore,  e  ha  invece  preferito  e  ritenuto  più  lineare,  più  corretto,  intervenire  direttamente  su  una  norma  del  2008,  specificando  che  tra  gli  impianti  produttivi  vadano  intesi  anche  quelle  attività imprenditoriali di edilizia residenziale, e nell’articolo 2 specificando che tutte  le domande che sono intervenute dopo la presentazione della circolare esplicativa di  cui all’11 aprile 2008 fossero ricomprese, andassero assolutamente applicate a quelle  domande  arrivate  dopo  l’11  aprile  2008.

Quindi  la  norma  è  molto  chiara,  cioè  interviene  direttamente  sulla  legge  istitutiva  del  SUAP,  in  maniera  da  non  lasciare  dubbi  interpretativi,  e  ribadisce  che  tutto  quello  che  è  in  sospeso,  che  è  stato  presentato comunque a valle dell’11 aprile del 2008 va inteso e va ricompreso nella  norma che andiamo ad approvare oggi.  

Io,  Presidente,  non  mi  dilungo  nel  mio  intervento,  perché  credo  che  ci  troviamo di fronte ad una di quelle poche occasioni, ma speriamo che possano essere  anche sempre di più nel futuro, in cui questo Consiglio sveste i panni delle posizioni  politiche di parte e affronta una questione di merito, che può apparire secondaria ma  non  lo  è,  perché  riguarda  centinaia  di  cantieri,  riguarda  certamente  tante  imprese  piccole, in particolare sarde, che guardano a noi oggi con la speranza che sappiamo  rapidamente  trovare  una  soluzione  a  questo  problema  che  blocca  cantieri,  blocca  occasioni  di  lavoro.  

Quindi,  io  non  posso  che  ringraziare  il  Presidente  della  prima  Commissione,  ringraziare  anche  tutti  i  componenti  della  prima  Commissione,  così  come  i  componenti  della  quarta  e  della  sesta  per  il  lavoro  che  hanno  svolto,  e  vi  ringrazio anche per avermi dato l’onore e la possibilità di presentare a nome di tutti  questa proposta, e mi auspico che possa trovare rapida approvazione unanime, e che  possa essere anche un segnale positivo per il futuro che quest’Aula sappia trovare, in  più circostanze, non solo in questa, la capacità di dare risposte di merito ai problemi  della Sardegna, andando ad intervenire concretamente sulle possibilità come questa  di creare condizioni di sviluppo.  

Io concluderei qui, Presidente, e naturalmente se fosse necessario un qualsiasi  approfondimento,  io  credo  che  debba  eventualmente  essere  concesso,  in  modo  che  non venga meno questo clima comunque positivo e di volontà unanime delle forze  politiche  di  affrontare  questo  problema,  che  certamente  è  nelle  nostre  disponibilità  poter rapidamente risolvere.  

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