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Entrate, la minoranza occupa l'aula
dall'Unione Sarda 21 Dicembre '10, martedì
Il segnale, come uno squillo di tromba sul campo di battaglia, è la bandiera dei Quattro Mori: la sventola in aula Luciano Uras, e vuol dire occupazione. Da ieri mattina il centrosinistra presidia il Consiglio regionale e blocca la discussione della Finanziaria. Protesta estrema per rivendicare certezze sulle entrate, e un ricorso contro lo Stato che non le concede. Una quindicina di consiglieri ha trascorso la notte arrangiandosi tra i banchi: oggi dovrebbero vedere il governatore Ugo Cappellacci. In assenza di risposte andrà avanti l'occupazione e slitterà ancora il lavoro sulla manovra.

I FATTI Il sit-in nasce dopo un'oretta di battaglia a colpi di regolamento, con la minoranza che chiede di sospendere l'esame della legge di bilancio e riportare il testo in commissione. «Non ha senso votare senza avere chiarezza sulle entrate», spiega Chicco Porcu (Pd): «Nel bilancio statale appena approvato, le risorse per l'Isola sono circa 1.100 milioni meno di quelle previste dal bilancio regionale». Ma la maggioranza vota compatta contro la sospensione. «È opportuno che la giunta chiarisca, ma fermare la Finanziaria è sbagliato», è la linea del capogruppo Udc Giulio Steri e di Roberto Capelli (gruppo misto).

L'assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, sarebbe pronto a fornire i chiarimenti. La presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, esclude però un dibattito sul suo intervento: si passerà subito alla manovra. L'opposizione non ci sta, «e poi vogliamo atti ufficiali», tuona Uras (Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori): «Come state facendo le interlocuzioni col governo? Telefonate, segnali di fumo? Fateci vedere gli atti».

LO STRAPPO Poi Lombardo dà la parola al sardista Paolo Maninchedda per la relazione di maggioranza. Lui rinvia al testo scritto: toccherebbe al relatore di minoranza (Franco Sabatini, Pd), ed ecco che spunta quella bandiera dei Quattro Mori. Seduta sospesa, poi rinviata alle 16, poi direttamente a oggi. Parte una giornata di dichiarazioni, frecciate, trattative sotterranee, mentre l'occupazione invade il web: coi consiglieri chiusi in aula che si autoscattano e aggiornano i profili su Facebook. «La differenza reale tra le entrate garantite dallo Stato e quelle scritte nel nostro bilancio è di 64 milioni», puntualizza La Spisa, che cita una mail della Ragioneria dello Stato.

LE ACCUSE «Basta coi ricorsi minacciati», avverte il capogruppo Pd Mario Bruno, «è il tempo dei fatti. Cappellacci impugni subito il bilancio dello Stato». Bruno firma anche, con Luciano Uras (Csr) e Daniele Cocco (Idv), una lettera al governatore e alla presidente Lombardo: «La mobilitazione - scrivono - continuerà finché il presidente non solleverà conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale, o finché la Ragioneria non comunicherà formalmente l'effettivo gettito spettante alla Sardegna».

Per Francesca Barracciu (Pd) «la passività del centrodestra nel contrastare il governo Berlusconi merita una presa di posizione forte e senza condizioni». Per Uras «è incredibile che per avere ciò che tutti dicono sia un diritto violato, non si promuova una battaglia istituzionale unanime». «Solo quando avremo dati certi e atti ufficiali la discussione della finanziaria potrà riprendere», aggiungono i democratici Franco Sabatini, Giuseppe Cuccu e Chicco Porcu. Quest'ultimo manderà in serata alla giunta l'ultimo appello, prima di prepararsi a un'intera notte in Consiglio: «Il nostro è un atto estremo per aiutare il presidente a essere meno remissivo. Produca impegni formali della Ragioneria».

LA REPLICA «Rinviare la Finanziaria non giova alla Sardegna», recita una nota di Cappellacci e La Spisa: «Il voto entro l'anno mette a disposizione i fondi a vantaggio dei sardi, specie le categorie deboli. La bandiera coi quattro mori è di tutti, chi pensa di tirarla a strattoni dalla propria parte non la onora». «La decisione di occupare è incomprensibile e irresponsabile», attacca il capogruppo del Pdl Mario Diana, «e le richieste dell'opposizione appaiono assurde alla luce della posizione intransigente di Cappellacci nella vertenza». «Ancora una volta - dice Pierpaolo Vargiu (Riformatori) - il centrosinistra sardo si mostra mille chilometri lontano dalle esigenze dei sardi. In una situazione di grave crisi, si ritarda una legge che serve per combattere la disoccupazione».

Ma il dialogo prosegue: mentre gli occupanti cenano con qualche pizza, arriva la notizia di un possibile incontro, oggi alle 10, con Cappellacci e La Spisa. Da lì passa la sorte dell'occupazione, e della Finanziaria.

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