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Entrate, è scontro sui numeri
da La Nuova Sardegna 17 Dicembre '10, venerdì
E’ alla stretta finale, sarebbe rimasto aperto solo un punto, la trattativa con lo Stato sulle entrate tributarie della Regione, ma sull’entità delle risorse impazza la polemica politica. Secondo la giunta Cappellacci la differenza rimasta tra i calcoli di governo e giunta è di 100 milioni annui («ma non cediamo»), secondo l’opposizione è di «almeno un miliardo». Oggi sit-in di Cgil Cisl e Uil.

 Il primo a fornire i numeri è stato ieri mattina il presidente Ugo Cappellacci nell’incontro con Cgil Cisl e Uil alla vigilia della manifestazione di protesta davanti al palazzo del Consiglio. «Da parte del governo - ha detto il presidente - abbiamo un riconoscimento di 5 miliardi e 300 milioni di euro per il 2010 e 5 miliardi e 400 milioni per l’anno 2011». C’è in sostanza quasi la copertura dei bilanci annuali, ha spiegato Cappellacci. Che ha precisato: «Nel computo non sono compresi i proventi dei giochi. Per questo, pur apprezzando un progresso rispetto a quanto pattuito con l’accordo Soru-Prodi, la Regione andrà fino in fondo». Cappellacci ha reso noto di aver scritto a Silvio Berlusconi per dirgli che se non ci sarà un’intesa a brevissima scadenza la giunta porterà il confronto «sul piano conflittuale». E’ il ricorso alla Corte costituzionale contro la Finanziaria dello Stato.

 Nel confermare il sit-in di oggi, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto a Cappellacci l’apertura prima della fine dell’anno di un «tavolo bilaterale» tra il governo e la Sardegna per chiudere la partita delle entrate e porre le basi per il percorso sul federalismo fiscale. «E’ inaccettabile che lo Stato voglia trattenere una parte dei fondi essenziali alla Sardegna», ha detto il leader della Cgil, Enzo Costa.

 Il centrosinistra, che ha detto di non credere ai dati della giunta, darà battaglia sin da lunedì, quando il Consiglio regionale avvierà l’esame della Finanziaria 2011: «Porremo - ha anticipato il capogruppo del Pd, Mario Bruno, in una conferenza stampa - una questione pregiudiziale per avere chiarezza sui conti pubblici e sul quadro delle entrate certe». Significherebbe l’automatico rinvio della manovra finanziaria. Ma se la proposta non sarà accolta «presenteremo - ha detto Bruno - una valanga di emendamenti per correggere un bilancio fasullo». Di «bilancio falso» ha parlato anche Luciano Uras, capogruppo di Sinistra. Il relatore di minoranza, Franco Sabatini (Pd), ha criticato Cappellacci per non aver informato l’opposizione degli sviluppi dell’opposizione. «Hanno paura di Berlusconi - ha tuonato Daniele Cocco (Idv) - e si accontentano delle briciole».

 Nella conferenza stampa il centrosinistra ha fornito delle tabelle, secondo le quali dalle cifre iscritti nei bilanci dello Stato del 2010 e 2011 e quelli della Regione degli stessi anni c’è una differenza complessiva che oscilla dal miliardo e 700 milioni ai 2 miliardi e 200 a seconda che si calcolino i conguagli. In ogni caso «sono cifre enormi» e quanto previsto ora dallo Stato (5,2 miliardi) è al di sotto di «almeno 600 milioni» a quanto previsto dalla Regione.

 Questi numeri sono stati contestati dall’assessore al Bilancio, Giorgoi La Spisa: «Da quali documenti li hanno presi? Ecco le cifre ufficiali delle entrate: 5 miliardi e 358 milioni dallo Stato) e 1 miliardo e 358 milioni (riscossi direttamente e tributi propri della Regione). Il ministero dell’Economia ha già comunicato una stima di 5 miliardi e 293 milioni al netto dei proventi del lotto». Quindi, secondo La Spisa, sotto di 100 milioni rispetto a quanto iscritto in bilancio. «Sul riscosso direttamente - ha aggiunto l’assessore - non vi sono discussioni. Non serve a nessuno rallentare la Finanziaria».

 A sostegno della giunta il capogruppo del Pdl, Mario Diana. «La posizione intransigente è giusta e sacrosanta e sarà portata fino in fondo. Siamo già al livello dei calcoli fatti da Prodi e Soru, ma occorre arrivare alla compartecipazione di tutte le imposte».
 Un segnale di ottimismo è stato trasmesso dal leader di Sinistra. Uras ha anticipato che il Bilancio 2011 del Consiglio regionale scenderà da 95 a 72 milioni con un calo, dal 2007, del 30 per cento.
di Filippo Peretti

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