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Ciò che penso su primarie, candidatura di Cabras, angeli, diavoli ed elettori
1 Dicembre '10, mercoledì
Io penso che i massimi dirigenti del PD dovrebbero avere l’abitudine di confrontarsi un po’ più spesso con l’elettorato. Se lo facessero, si renderebbero subito conto che c’è una corrente di pensiero abbastanza forte, al suo interno, che ritiene che i nostri candidati degli ultimi vent’anni siano stati scelti per perdere (aldilà delle loro qualità personali, che non voglio assolutamente discutere). Sarà vero?

C’è poi un’idea diffusa secondo cui queste candidature siano sempre nate all’interno di un salotto con pochissimi invitati. Sarà vero?

E’ indispensabile fugare ogni dubbio.

C’è una necessità impellente di rinnovamento, di ricambio generazionale, di una nuova visione della città. In questo senso, è importante dare il massimo valore possibile ad una carta che possiamo giocare: quella delle primarie. Che non sono la panacea di tutti i mali, ma che possono essere un utile strumento di partecipazione. E che ci possono aiutare a discutere con la gente, nelle piazze reali e in quelle virtuali, di programmi e di visioni diverse della città.

 

E’ vero che bisogna trovare candidature “di peso”, ma dobbiamo stare molto attenti alla differenza tra quello che percepisce il gruppo dirigente, e quello che percepiscono gli elettori. A volte tra le due cose c’è una differenza abissale. Se manca questa attenzione, c’è il rischio che certe scelte siano percepite con fastidio e rabbia dagli elettori.

E’ vero che per vincere occorre stabilire delle strategie. Ma il concentrarsi troppo sulle strategie (o, meglio, sui tatticismi) può provocare “effetti collaterali a lungo termine” non proprio positivi.

Anche in caso di vittoria, si potrebbero ottenere degli “effetti collaterali negativi” che si chiamano: disaffezione alla politica, disaffezione allo strumento – primarie, astensionismo in aumento, ulteriore allontanamento dal PD.

Le primarie (se si tratta di primarie vere!) possono essere uno strumento che aiuta a prevenire alcuni di questi possibili effetti collaterali negativi. RINUNCIARE ALLE PRIMARIE SAREBBE DEVASTANTE,  tanto più nel momento in cui lo stesso centrodestra parla della possibilità di svolgerle al suo interno!

 

Molti cittadini (tra cui io) sognano una Cagliari moderna, più simile ad alcune città europee all’avanguardia, dalle quali possiamo imparare qualcosa. Una città con le piste ciclabili ed una metropolitana leggera, una città a misura degli studenti universitari e con abitazioni accessibili a tutte le tasche, una città che mette a frutto la straordinaria ricchezza delle sue risorse naturali: Molentargius, Sella del Diavolo, Santa Gilla, Poetto… luoghi straordinari che, in altri contesti, farebbero già parte di un parco che tutela l’ambiente e produce ricchezza, attraendo turisti.

Sogni? Si, ma sogni realizzabili. Il problema è che questa visione dovrebbe essere veicolata da qualcuno capace di trasmettere passione, di personificare l’idea del nuovo e del cambiamento.

Un candidato come Cabras (certamente capace, autorevole e di lunga esperienza) ha queste caratteristiche?

Io ritengo di no.

Stiamo attenti, quindi, che anche questa ipotesi di candidatura non sia vista ancora una volta come calata dall’alto e, magari, imposta soltanto per perdere.

 

C’è, poi, un ultimo aspetto da considerare. Parlo del “fattore Soru”. L’ex presidente della regione, che avversò con tutti i mezzi Cabras, quasi che rappresentasse il diavolo in persona, ci deve qualche spiegazione.

Allora…

Se la memoria non mi tradisce, ricordo di una ostinata e folle corsa, “l’un contro l’altro armati” per le primarie del 2007. C’è stato poi  il commissariamento del partito (estate 2008). Ci sono state   le  dimissioni e le elezioni anticipate, sino alla sconfitta elettorale del 2009. In ultimo, i congressi del PD. In tutte queste fasi Cabras è stato trattato da Soru non da avversario, ma da vero e proprio nemico. Insomma, ripeto: il diavolo in persona. Ora, se le posizioni si sono riavvicinate e se c’è stata una pacificazione, non possiamo che esserne contenti tutti: ne guadagna l’unità del partito (ce n’è un gran bisogno!). Ma sarebbe necessario che Soru spiegasse, non a me, ma alla gente, nelle piazze, sui giornali, sui blog,  che cosa è  successo nel frattempo. Cabras è forse cambiato? Si è trasfigurato, mutando improvvisamente le proprie sembianze diaboliche in quelle di un angelo salvatore della patria (e di Casteddu)? O,  magari, è stato l’ex presidente della regione che, in passato, ha esagerato nel mantenere  rigidamente certe posizioni estreme?

Restiamo in attesa di questa necessaria, doverosa spiegazione. Sono sicuro che anche il sito di Sardegna Democratica potrà essere un utile strumento per sviluppare un dibattito in questo senso.
di Andrea Scano

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I commenti:

andrea formaini marioni
formaini.ma@tiscali.it »
Sabato 04 Dicembre 2010, 20:16:23
Bravissimo Andrea!
Certo è impossibile non notare dappertutto l'assordante silenzio degli amici con cui "facevamo merenda" fino a pochi mesi fa che fino a ieri non perdevano occasione per esprimere il loro pensiero,mi piacerebbe assai saperne qualcosa per potermi confrontare.Baci
enzo
Venerdì 03 Dicembre 2010, 14:25:37
Condivido per intero le considerazioni di Andrea, e purtroppo anche quelle di Aldo.Aggiungo un'altra considerazione,abbiamo elaborato come P.D un ottimo Statuto ,facciamolo rispettare.E SE VERAMENTE VOGLIAMO CHE ALMENO LA PROSSIMA GENERAZIONE RIESCA A PARTIRE CON UN VERO RINNOVAMENTO,dovremmo aggiungere un ulteriore comma all'art 22(incandidabilita e incompatibilita'),al primo comma bis inserirei la dicitura:nessuno e' candidabile per piu' di tre mandati sia nelle istituzioni sia negli incarichi di segretario del partito,nell'arco della propria vita.
Aldo
Venerdì 03 Dicembre 2010, 08:04:29
Condivido il pensiero di Andrea Scano
Se questo è il grande rinnovamento del PD, siamo proprio alla frutta

I commenti: