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Un passo in avanti per il nostro riscatto. Bona Paschixedda a tottus.
24 Dicembre '13, martedì
Un Natale di valori e semplicità con l’auspicio di riconquistare serenità e fiducia. Verso il prossimo e soprattutto nel futuro. Mai come in queste ore le frasi augurali travalicano il rito e le consuetudini e si trasformano in un impegno nuovo e sincero per quanti hanno a cuore le sorti della Sardegna.  Per la politica - tutta - significano ritrovare le ragioni della partecipazione, della solidarietà, della passione.  Per i politici – tutti - vogliono dire assunzione di responsabilità.  Piena e totale. La stessa che assumo davanti a tutti i sardi come candidata del centrosinistra per la guida della nostra Regione.

Responsabilità per offrire risposte efficaci ai troppi drammi che sconquassano i nostri paesi e le nostre città e che preoccupano le nostre famiglie e la nostra comunità.  Responsabilità dinanzi alle troppe questioni insolute che aggravano la nostra condizione economica e sociale, al cospetto di una crisi globale che in Sardegna ha però mostrato il suo volto peggiore. Quello della mancanza del lavoro e dell’assenza di prospettive che hanno trasformato le difficoltà dei singoli in una sfiducia collettiva che ingessa il sistema produttivo e appesantisce le reti di tenuta sociale.  Difficoltà e disagi che nessuno di noi può pensare di superare in solitudine facendo ricorso solo alle proprie forze o alle proprie risorse. E’ evidente quanto le difficoltà e le penalizzazioni che affrontiamo siano gravi e complesse e come possano superarsi soltanto insieme e con una grande unità di popolo.  La stessa che i sardi hanno dimostrato davanti ad una delle più grandi tragedie dei tempi nostri. Lo spirito di fratellanza e di solidarietà che ci ha accompagnato nei giorni dell’alluvione che ha colpito il nuorese, la Gallura e il Campidano, sono i valori che ciascuno di noi sente nel profondo dell’animo e che, sono certa, rappresentano non soltanto il pensiero più sincero e dolce che ci attraverserà per dare un senso ancor più profondo al nostro Natale dei valori autentici, ma sono soprattutto la nostra forza e il nostro orgoglio.  Sono i pilastri su cui poggiare i nostri progetti, i nostri sogni e le nostre speranze.  In una parola il nostro riscatto.

Per queste ragioni, nei giorni in cui prevale la politica del gambero (quella che domanda i passi indietro) affermo che tutti, invece, siamo obbligati a fare un passo in avanti.
Un passo in avanti deve farlo la politica evitando di attardarsi negli antichi rancori, tra i vecchi steccati, nella ricerca di improbabili vendette o anacronistici privilegi, per ritrovare la proposta, il progetto condiviso, la soluzione alle emergenze ma soprattutto la strada del domani e una visione di insieme che dia prospettiva ad ogni azione di governo.
Un passo in avanti deve farlo la Sardegna intera, con i suoi imprenditori, i suoi lavoratori, con le organizzazioni delle imprese e i sindacati, per fare occupazione, produzioni, “lavoro buono” e restituire la dignità a chi oggi il lavoro non ha più, lo cerca o ha persino smesso di cercarlo.

Un lavoro di squadra, così lo chiamano in molti, ma io dico: un’impresa da sardi. Autentici e orgogliosi. Interpreti della nostra identità di popolo mai arreso.

Per questo affermo che per riprenderci il nostro futuro, i nostri diritti e la nostra speranza, io ci sono e ci sarò, come sempre ho fatto nella vita da privata cittadina, da militante di partito e da politica sarda.  Ci sono e ci sarò con i miei difetti, con il mio essere donna impegnata in politica, con i limiti che sono propri degli uomini e delle donne del nostro mondo ma soprattutto c’ero, ci sono e ci sarò con la mia onestà, con la mia rettitudine morale e con la mia coscienza libera, con la mia determinazione ed il mio amore per la Sardegna.
Bona Paschixedda a tottus,
di Francesca Barracciu

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