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Selezione di "Sole, Sale, Salita" - Guida mtb
5 Maggio '91
Quest’opera s’inserisce in una collana di guide agli sport alternativi in Sardegna.
La mountain bike, come l’arrampicata sportiva e il trekking proposti nella stessa collana, può essere uno strumento di avventura e di scoperta e non soltanto un oggetto alla moda. Un mezzo con il quale allontanarsi dagli angusti spazi cittadini e ritrovare, nel contatto con la natura, un senso di equilibrio e di appagamento. L’azione silenziosa del pedalare, con la sua sensazione di fatica ma anche di velocità e leggerezza, restituisce un senso di appartenenza all’ambiente circostante, lascia spazio all’euforia di confondersi con un muflone che corre lungo il costone di un monte o con un grifone che plana nell’aria. Ma se per il singolo individuo l’escursione in mtb può essere un tonico salutare, un modo per spezzare l’innaturale sedentarietà della sua vita quotidiana, un incremento della domanda di attività sportive in un ambiente non degradato, può avere per gli amministratori locali e gli operatori turistici e culturali sardi, il significato di indicare una strategia diversa per lo sviluppo del turismo e la valorizzazione delle risorse ambientali dell’isola.
 
Spesso nell’addentrarmi in una zona isolata, lungo itinerari di straordinaria suggestione, ho provato un misto di felicità e di ansia. La felicità della scoperta personale era offuscata dal timore di vedere la solitaria bellezza del luogo minacciata dall’incuria e dalla speculazione. Troppi esempi si potrebbero elencare del degrado apparentemente inarrestabile al quale è stato sottoposto l’habitat naturale della Sardegna: dalla distruzione di antiche foreste alle incontrollate colate di cemento e di asfalto sulle coste.

Quando questa guida andrà in stampa non sappiamo quante sterrate si saranno trasformate nell’ennesima striscia d’asfalto (vedi p.es. ad Oliena i preparativi per asfaltare la strada Rifugio Maccione-Scala ‘e Pradu o quella Domus de Maria-Is Cannoneris) o quante delle foreste attraversate saranno ancora intatte. Ma guardando all’esempio di nazioni, caratterizzate da una cultura ambientalista più sviluppata della nostra, come la Francia e la Gran Bretagna, vediamo che sinonimo di qualità della vita e di progresso è diventato anche il conservare stretta e sconnessa una strada che tortuosa s’inerpica su una montagna. L’obiettivo guida è di limitare l’impatto della presenza dell’uomo sulla natura e non di preparare il terreno agli speculatori e alle folle di spensierati villeggianti che disseminano per strada lattine e cartacce. Il nostro itinerario risulterà più impegnativo e faticoso , ma il contatto con la natura più intimo ed appagante.
Non si tratta ora di additare responsabilità, siamo tutti in qualche modo responsabili e partecipi del sistema in cui viviamo, ma di porre, col nostro entusiasmo ed esempio, una piccola barriera alla banalizzazione della nostra esistenza, minacciata da una cultura dello sviluppo che tende ad appiattire,
urbanizzare e depauperare il patrimonio naturale, rendendo ogni posto) anonimo e uguale all’altro.

Considerate le implicazioni ambientali che ha avuto l’utilizzo della risorsa turistica in Sardegna, si potrebbe pensare che la cosa più logica sia quella di non fare una guida; di lasciare che le bellezze appartate di zone rimaste selvagge rimangano meta di pochi fortunati per il più a lungo possibile.
E’ un problema che ci siamo posti. Una prima risposta a questa obiezione è che si tratta di una strategia difficile da sostenere per lungo tempo. Nella nostra epoca ben poco rimane veramente segreto e remoto. Meglio allora condividere le nostre esperienze e sensazioni nella speranza che la conoscenza e la consapevolezza rendano le persone ancora più pronte a contribuire alla salvaguardia di quella parte di patrimonio ambientale sfuggito, quasi per caso, alla logica, purtroppo dominante, di uno sfruttamento miope ed indiscriminato.
La sensazione è però che qualcosa, seppur lentamente, stia cambiando in termini di mentalità e di cultura ecologica corrente. Le lunghe battaglie condotte dagli ambientalisti e dalla stampa cominciano a dare qualche risultato. Ma molto rimane da fare ed è veramente necessario il contributo) ed il coinvolgimento di tutti.

Chicco Porcu

di Chicco Porcu

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