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Interpellanza sul progetto di un impianto eolico OFF SHORE nel golfo dell'Asinara
6 Giugno '11, lunedì
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA - XIV LEGISLATURA

INTERPELLANZA PORCU, BRUNO, LOTTO, MANCA, MELONI Valerio sul progetto di un impianto eolico off shore nel golfo dell'Asinara e sulla necessità di adottare quanto prima un nuovo Piano energetico ed ambientale regionale.

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I sottoscritti,
appreso che la società "Seva s.r.l.", dopo molti casi analoghi in Sardegna, ha presentato un progetto per la costruzione di un impianto eolico off-shore nelle acque del Golfo dell'Asinara, che prevede l'installazione di 26 aerogeneratori per un totale di 36 MW ognuno, collocati su torri alte 90 metri sul livello del mare;

rilevato che,
a partire dal 13 febbraio 2008, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale), la competenza in ordine alla VIA per tutti gli impianti eolici (su terra on e off-shore) è stata attribuita alle Regioni e che, conseguentemente, in caso di impianti off-shore si è prevista una duplicità di competenze: statale in ordine alla autorizzazione dell’impianto, regionale in ordine alla VIA;

appreso che,
ai sensi della sentenza n. 171 del 2010 della Corte costituzionale, per i progetti presentati dopo tale data spetta alle Regioni, anche tramite apposite conferenze di servizi, il giudizio di compatibilità ambientale di impianti eolici off-shore per la produzione di energia elettrica, e che dunque ogni atto dello Stato che menomi o leda tale attribuzione è da considerarsi illegittimo e come tale annullabile;

rilevato altresì che
ai sensi dell'art. 13, lett. g, della legge regionale n. 4 del 2009 nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia è vietata la realizzazione di linee elettriche diverse da quelle strettamente necessarie e funzionali agli insediamenti urbanistico-edilizi, ad eccezione di quelle già programmate alla data del 31 dicembre 2008 ed è, invece, ammessa la realizzazione delle sole linee elettriche che, sulla base di un atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ottengano la preventiva valutazione positiva da parte della Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente;

rilevato, ulteriormente,
che ai sensi della successiva lett. h, il mare territoriale, per la sua stretta interrelazione con le aree tutelate ai sensi degli articoli 142 e 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni, è considerato di primario interesse paesaggistico ed è fatto oggetto di tutela;

considerato che l’ultimo atto di programmazione in materia di produzione e consumo di energia è il Piano energetico ed ambientale regionale (PEARS), adottato dalla precedente Giunta regionale nell’agosto del 2006;

rilevato che
nel frattempo è profondamente cambiato il quadro normativo e infrastrutturale con l’entrata in vigore a livello europeo delle misure note come “Pacchetto Clima” tra le quali la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio  del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, e con l’entrata in esercizio del cavo sottomarino SAPEI da 1000 MW di interconnessione tra la rete regionale e la rete elettrica nazionale;

rilevato che
la deliberazione della Giunta regionale n. 18/30 del 5.4.2011 riporta in 4.188 MW la potenza complessiva del parco impianti di produzione di energia elettrica installati in  Sardegna di cui oltre 1000 MW da fonte eolica;

considerato che
tale potenza installata di 4.188 MW risultata largamente sovradimensionata rispetto alla potenza di picco registrata dalla domanda di energia elettrica che non supera i 1750MW anche tenendo conto di una riserva di sicurezza necessaria che con l’attuale sistema di interconnessione è al di sotto dei 900 MW;

rilevato che
il quadro che si sta quindi configurando e’ di una Sardegna soggetta a diventare piattaforma energetica nazionale con un fortissimo esubero nella produzione di energia elettrica rispetto ai propri consumi, sede di impianti di produzione di tutti i tipi, sia di fonti fossili che rinnovabili, senza che sia in alcun modo definito, in che modo un cosi ampio e articolato parco di produzione di energia elettrica, possa portare alla comunità sarda, un qualche tangibile beneficio economico in termini di abbattimento delle bollette energetiche per le famiglie ed imprese sarde;

considerato che
da 16 anni le famiglie sarde contribuiscono agli incentivi per l’installazione di impianti di energie rinnovabili per circa 40 milioni di Euro all’anno sotto forma di sovra cannone sulle bollette ENEL e che sarebbe opportuno, che le ricadute economiche degli incentivi statali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ricada principalmente sulla comunità sarda, come può avvenire dando priorità ai piccoli impianti di produzione diffusi sul territorio, i cui investimenti sono più facilmente alla portata delle imprese e famiglie sarde;

rilevato che
il mancato adeguamento, adozione ed approvazione di un nuovo Piano energetico e ambientale regionale, adeguato alle direttive europee del Pacchetto clima ed al Piano energetico nazionale, espone la Regione a decisioni unilaterali dello Stato, il quale potrebbe addossarle quote di produzione energia rinnovabile non soddisfatti dalle altre Regioni, anche laddove la Sardegna dovesse ampiamente superare gli obiettivi fissati dalle direttive europee;

considerato, altresì, che
in sede di Commissione paritetica di cui all'art. 56 dello Statuto speciale la Regione può "contrattare" con lo Stato la delega, attraverso apposite norme di attuazione, delle procedure di autorizzazione relative ai suddetti impianti inerenti la materia "produzione e distribuzione dell'energia elettrica" (art. 4 Statuto regionale.);

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l’Assessore all’Industria e l’Assessore della Difesa dell'Ambiente per conoscere:

quali azioni intendono intraprendere per tutelare il paesaggio regionale e lo sviluppo del sistema economico sardo e, in particolare, se intendono all'uopo sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato per l'annullamento di tutti gli atti relativi alle autorizzazioni, alla produzione di energia elettrica che ne siano lesivi;

entro quando s’intenda adottare e sottoporre al Consiglio regionale, il nuovo Piano energetico e ambientale e regionale (PEARS), che disciplini la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e fossili, fissando obiettivi anche più ambiziosi di quelli fissati dalle direttive comunitarie in materia di produzioni di energia da fonti rinnovabili e di risparmio ed efficienza dei consumi energetici, ma nello stesso massimizzi le ricadute positive per l’economia regionale;

se si intenda assumere l'iniziativa dell'elaborazione, in sede di Commissione paritetica di cui all'art. 56 dello Statuto Speciale, di apposite norme di attuazione finalizzate ad attribuire alla Regione la competenza in ordine alle procedure autorizzatorie di impianti eolici on e off-shore, ed in generale di qualsiasi impianto di produzione energetica nel caso in cui la Regione dimostri, attraverso i propri atti di programmazione e la loro puntuale attuazione, di essere perfettamente in linea con  gli obiettivi fissati dalle direttive comunitarie del “Pacchetto Clima” e dal Piano energetico nazionale.

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