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Pd, mai col terzo polo e senza primarie
da L'Unione Sarda 20 Dicembre '10, lunedì

il VIDEO con l'intervento di Chicco Porcu all'assemblea di Oristano.


L'unica rottamazione, all'assemblea degli autoconvocati del Pd, riguarda l'ipotesi di alleanza col terzo polo e il ridimensionamento delle primarie. Difficile sintetizzare un'intera giornata di interventi (una cinquantina, col gong a togliere la parola appena sul maxischermo si esaurivano i 5 minuti di conto alla rovescia): ma su quei due punti, consenso totale. Messaggio per Bersani, che tre giorni fa ha diviso i cuori democratici aprendo, appunto, al centro.

IL RICAMBIO È “Prossima fermata Sardegna”, edizione locale dell'iniziativa fiorentina guidata da Matteo Renzi e Pippo Civati (quest'ultimo presente al teatro Garau di Oristano). Li hanno chiamati rottamatori, questi (più o meno) giovani che chiedono di rinnovare il Pd: ma è un'etichetta che non piace agli oltre 200 militanti arrivati da tutta l'Isola, e reclutati soprattutto grazie al web.

Laura Pisano definisce subito il perimetro: «Questa è un'iniziativa per il Pd, non contro». L'accento va non tanto sull'avvicendamento dei dirigenti, quanto sull'apertura a una maggiore partecipazione. Stefano Sotgiu ricorda che altrove (Toscana ed Emilia Romagna, o in Germania) «la legge disciplina il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni» che riguardano la collettività. Quanto al partito, alle primarie Simone Campus aggiungerebbe le «doparie»: consultare la base per stabilire la linea politica. «Nello statuto del Pd - nota - ci sono i referendum: che fine hanno fatto?».

Poi, certo, Filippo Petrucci - il ricercatore che a Cagliari vuole sfidare Antonello Cabras alle primarie - ricorderà che «il rinnovamento dev'essere anche generazionale». Sceglie toni taglienti Andrea Murgia, cervello sardo in prestito all'Europa: «Sono venuto qui apposta da Bruxelles, ma l'avevo fatto anche per il congresso provinciale del Pd. Solo che mi ritrovai l'unico iscritto a parlare: pensavano a spartirsi i delegati, altro che dibattito».

IL PARTITO Non solo volti nuovi: intervengono la deputata Caterina Pes, i consiglieri regionali Chicco Porcu e Antonio Solinas, l'ex consigliere Ivana Dettori. In platea assessori e consiglieri provinciali (Piero Comandini, Efisio Arbau), comunali (Efisio Demuru), altri ex consiglieri regionali (Angela Corrias, Alessandro Frau) e così via. Un pezzo (troppo piccolo, per Chicco Porcu) del partito “ufficiale”. Gianni Sanna, segretario di Oristano, è tra i più netti sulle primarie: «Se le snaturano, restituisco le chiavi della federazione». Un altro segretario provinciale, Thomas Castangia (Cagliari), si incarica delle conclusioni: «È necessario che il partito si apra sempre di più. Questa giornata dimostra che anche i giovani si possono coinvolgere».

Non partecipa il leader regionale Silvio Lai, ma solo per un contrattempo. Interviene invece il coordinatore della segreteria, Franco Marras: «Voi siete un pezzo del Pd, il partito è una casa aperta». E aggiunge che su ciascuna delle questioni specifiche (lavoro, ambiente, sviluppo e altre) citate dagli oratori «c'è una proposta del Pd sardo». Gli risponde un altro Marras, Raffaele (nessuna parentela), età verdissima e idee molto chiare: «Scopro oggi che queste proposte ci sono, vorremmo conoscerle. A molti sfugge il progetto del Pd per l'Isola». Applausi anche al sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana, quando auspica ironicamente che «il Pd non finisca per aderire all'Udc».

IL LEADER Tra i temi cari ai «non rottamatori» di Oristano, l'istruzione è il più ricorrente. Qualcuno pone il problema dell'informazione libera: e la giornalista Francesca Zoccheddu ricorda i tanti colleghi precari e sottopagati. Michele Calia riassume invece la vertenza del Movimento pastori. Tutto sotto gli occhi di Civati, uno dei leader di “Prossima fermata Italia”: «La possibile svolta annunciata da Bersani - conferma - è pericolosa, il Pd è nato per mettere al primo posto gli elettori. Discutere le primarie va nella direzione opposta. Noi rottamatori? No, vogliamo un partito con un suo progetto: per andare oltre i duelli tra Veltroni e D'Alema, o in Sardegna tra Soru e Cabras. Se no, ogni dibattito sarà inutile».
di Giuseppe Meloni

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