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ANALISI DEL SISTEMA ELETTRICO REGIONALE E DELLE RICADUTE DELL’IMPIANTO EOLICO DI BALASCIA
22 Ottobre '11, sabato
Il sistema elettrico regionale è un sistema isolato collegato con il resto della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), da interconnessioni, garantite dai cavi sottomarini Sacoi, Sarco e Sapei, con una potenzialità complessiva limitata a 1250 MW.

La frequenza degli eventi critici per la stabilità della rete elettrica (black-out) sono proporzionali alla potenza eolica installata (potenza fortemente variabile in dipendenza del regime ventoso) e alla dimensione dell’interconnessione.  Il Gestore della Rete (GRTN) ha fissato in 1500 MW il limite massimo di potenza eolica installabile per garantire la stabilità della rete elettrica regionale.  Oggi con oltre 1000 MW di impianti eolici installati siamo molti vicini a questo massimale.

In mancanza di qualsiasi atto di programmazione energetica da parte dell’attuale Giunta Regionale - l’ultimo Piano Energetico regionale approvato risale al 2006, su dati del 2004 – gli impianti di produzione elettrica sono oggi sovradimensionati rispetto al fabbisogno elettrico regionale.  La produzione lorda di energia elettrica è stata nel 2010, in Sardegna, di 14.214 GWh con una produzione in eccesso pari 2324 GWh (16%).

Sui consumi elettrici in Sardegna pesano per il 56% gli usi industriali costantemente in calo per la crisi del settore, mentre crescono i consumi legati agli usi civili.  Complessivamente i consumi elettrici in Sardegna sono, complessivamente in lieve, ma costante diminuzione.  Nel 2010 i consumi elettrici in Sardegna sono stati pari a 11.172 GWh.

Gli investimenti sull’eolico sono trainati dagli incentivi statali.  Al ritiro obbligato della produzione da parte di Enel ad un prezzo incentivato, si sommano i ricavi dati dall’emissione di certificati verdi il cui acquisto è reso necessario, per le aziende produttrici di CO2, per poter ottemperare agli obblighi di legge.

L’insieme di questi due ricavi consente di ottenere ritorni sull’investimento superiori al 10% sul capitale investito.  Ai territori però rimangono solo le briciole.  Nel caso di Balascia valutati in 2,5 milioni di Euro gli utili lordi, meno di 200mila Euro all’anno rimangono sul territorio pur tenendo di tutti i possibili benefici monetari (convenzioni e affitti) e  occupazionali.

Quello dei grandi impianti eolici è, quindi, per la Sardegna un business povero.  Si estrae vento e si lasciano grandi cicatrici sul paesaggio e briciole ai territori. Un business, tra l’altro, quasi inaccessibile dagli imprenditori sardi per l’alto livello degli investimenti necessari.

Un modello diverso è più efficiente dovrebbe privilegiare i piccoli impianti di energie rinnovabili diffusi sul territorio.  Investimenti ridotti, accessibili alle imprese ed alla famiglie sarde che potrebbero partecipare alla torta, limitata e temporanea, degli incentivi statali rendendo possibile una integrazione al loro reddito. Una forte localizzazione di produzione e consumi è, inoltre, in grado di limitare le perdite per il trasporto dell’energia.








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di Chicco Porcu

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