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Consiglio Regionale occupato. La cronaca della giornata
dall'AGI 21 Dicembre '10, martedì
"La procedura per il ricorso alla Consulta richiede tempo e va avviata subito", ha sottolineato Uras. "Se poi dovessero venir meno le condizioni, perche' nel frattempo lo Stato provvede ad riconoscere alla Sardegna quanto le spetta, il ricorso si puo' sempre ritirare. Sarebbe, in ogni caso, un atto politico importante". "Cercheremo di predisporre un ordine del giorno", ha aggiunto Cocco, "che speriamo venga condiviso dalla maggioranza, ma non possiamo derogare sul punto del ricorso".

"Veniamo accusati di ritardare l'approvazione della finanziaria ai danni dei sardi e di imporre, cosi' la spesa in dodicesimi consentita dall'esercizio provvisorio", ha precisato Sabatini. "Ma sono accuse scorrette e faziose, che non hanno fondamento. Con una tesoreria regionale che apre sempre in ritardo a gennaio, la Sardegna non si accorgera' di niente, per non parlare dei vincoli imposti dal patto di stabilita', che comunque frenerebbero la spesa". "Stiamo invitando il presidente Cappellacci ad avere piu' coraggio", ha detto Porcu. "Non puo' continuare a fidarsi delle promesse di un governo a trazione leghista che non si e' mai dimostrato amico della Sardegna. Noi gli abbiamo messo a disposizione la nostra forza politica e il nostro patrimonio di competenze, comprese quelle dell'ex presidente Soru e dell'ex assessore al Bilancio Francesco Pigliaru per risolvere la questione entrate nell'interesse dei sardi. Il successo di Cappellacci in questa vertenza sara' il successo nostro e di tutti i sardi".

"L'occupazione e' servita a svegliare la Giunta regionale", ha commentato Barracciu. "Ci sembra di intravvedere uno spiraglio. Stiamo aiutando Cappellacci a essere meno timoroso verso il governo. Nel 2007 il centrosinistra alla guida della Regione non ebbe esitazioni a promuovere manifestazioni di piazza contro un governo 'amico'".

L'avvio delle procedure per il ricorso davanti alla Corte costituzionale con cui la Regione Sardegna deve impugnare la legge di bilancio dello Stato e' la condizione principale posta dal centrosinistra, che proseguira' almeno per tutta la giornata l'occupazione del Consiglio regionale iniziata ieri a sostegno della vertenza entrate. Gli occupanti lavoreranno nel pomeriggio a una proposta, da sintetizzare in un ordine del giorno, con le richieste gia' avanzate.

 Innanzi tutto, una delibera con cui la Giunta dia mandato al proprio ufficio legale di sollevare il conflitto di attribuzione con lo Stato in riferimento alla legge finanziaria nazionale, approvata il 10 dicembre scorso, che non contiene le somme spettanti alla Sardegna in base all'articolo 8 dello statuto riscritto in base agli accordi del 2007 fra l'allora presidente della Regione Renato Soru e l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi.

Per presentare il ricorso ci sono 60 giorni di tempo, quindi il termine scadra' entro i primi quindici giorni di febbraio, fra notare l'opposizione. Il documento, inoltre, elenchera' altre poste da inserire nella vertenza, che potrebbero tradursi in altre centinaia di migliaia di euro di entrate per la Regione, in base a quegli accordi: per esempio, imposte di fabbricazione su seconde cose e spettanze di quote comunitarie da gettito dell'Iva.

"Le ragioni dell'occupazione restano tuttora valide", hanno riferito i capigruppo del Pd, Mario Bruno e di Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori, Luciano Uras, e il vicecapogruppo di Idv, Daniele Cocco, in una conferenza stampa cui hanno partecipato anche i consiglieri del Pd Chicco Porcu, Franco Sabatini e Francesca Barracciu. "Nell'incontro di stamane il presidente della Giunta Ugo Cappellacci e l'assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa non hanno fornito documenti ufficiali dello Stato, come stiamo chiedendo, che certifichino l'ammontare delle entrate spettanti alla Sardegna, ma solo un'email con una tabella, proveniente dall'ufficio legislativo del ministero dell'Economica in cui sono stimati per l'isola 5 miliardi 293 milioni di euro per il 2010 e 5 miliardi 398 miliardi nel 2011.

 Siamo ancora in una fase di trattativa con lo Stato, senza risultati certi, benché il presidente si dica molto fiducioso. Ma la maggioranza farebbe bene a occupare l'Aula con noi". All'incontro con Cappellacci e La Spisa era presente anche l'ex presidente Soru.

Il Consiglio regionale si riunirà domani alle 10 per riprendere l'esame della manovra finanziaria, sospeso ieri mattina dopo che il centrosinistra ha occupato l'Aula per protesta. Stamane il presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci, ha incontrato i consiglieri dell'opposizione nell'emiciclo occupato e, secondo quanto riferito dal centrodestra in una conferenza stampa, l'esito della riunione potrebbe consentire di superare l'impasse ed evitare l'esercizio provvisorio con l'approvazione della manovra entro il 31 dicembre prossimo. Si va verso un ordine del giorno che le opposizioni potrebbero proporre affinché l'Aula lo voti all'unanimità'. Alle 12 i consiglieri dell'opposizione terranno una conferenza stampa.

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