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Discussione della proposta di legge : "Disposizioni relative al patto di stabilità territoriale". (217/A)
17 Novembre '10, mercoledì
PORCU (P.D.). Allora, Presidente, mi consenta di obiettare, senza nulla togliere all'Assessore agli enti locali che evidentemente ha tutta la nostra stima e considerazione, mi sembra del tutto evidente che una materia come quella del patto di stabilità che riguarda la spesa del sistema Sardegna, della Regione e degli Enti locali, e quindi la possibilità concreta e immediata di immettere nel nostro sistema economico risorse importanti, avrebbe meritato la presenza dell'Assessore al Bilancio, anche perché questa legge è stata in qualche modo preannunciata, se non discussa, in Commissione bilancio perché nel corso di diverse sedute i commissari di quella Commissione hanno cercato di riflettere sul come attenuare gli effetti dei vincoli posti dal patto di stabilità, sia sugli enti locali, sia sulla Regione stessa.

Come saprà certamente lei, Presidente, e i miei colleghi, i decreti legislativi che attuano il federalismo fiscale consentono alla Regione, nell'ottobre di ogni anno, di ridefinire il proprio patto e consentirebbero anche alla Regione, anche in sede di apposite norme di attuazione, di ridefinirlo una volta per tutte ancorandolo per esempio all'effettivo livello delle entrate della Regione.

Nell'affrontare una discussione come questa non possiamo dimenticarci che la Regione, la Giunta regionale e l'Assessore competente, il Presidente sono largamente inadempienti nel loro dovere istituzionale di salvaguardare le ragioni della Sardegna nei confronti dello Stato in merito al patto di stabilità complessivo e che ancora una volta, c'è stato confermato nell'audizione che si è svolta in Commissione soltanto nella giornata di ieri, che la Commissione paritetica che analizza le attuazioni, a nostro avviso inutilmente, dell'articolo 8 dello Statuto novellato, non sta in alcun modo svolgendo quello che poteva anche essere un suo compito, di ridefinire le nuove e più elevate entrate ed il patto di stabilità complessivo della Regione Sardegna.

Quindi, Presidente, mi dispiace questa posizione della Giunta perché mi sarebbe piaciuto molto, anche in sede di replica, conoscere, al di là delle posizioni dell'Assessore degli Enti locali, qual è la posizione dell'Assessore del bilancio su quello che è l'obiettivo complessivo di spesa che la nostra Regione deve raggiungere perché, vede Presidente, ricordava bene il collega Sabatini che in questa legge il comma numero 4, che in qualche modo utilizza, o vorrebbe utilizzare, quote del patto di stabilità della Regione per favorire la spesa degli Enti locali è totalmente inattuabile! Totalmente inattuabile perché oggi il livello complessivo della spesa consentito dal patto è pari a circa 3 miliardi e 300 milioni, più la spesa sanitaria arriva a circa 6 miliardi e 300 milioni, cioé è largamente inferiore  di circa 8-900 milioni a quanto noi abbiamo previsto ancora nel bilancio che andiamo a discutere per il 2011.

Quindi io credo che questa sia in qualche modo, Presidente, un'occasione mancata, di discutere anche quale debba essere l'atteggiamento e il comportamento della nostra Regione nei confronti dello Stato su questa e su altre vertenze, e sottolineare anche - e non me ne vogliano gli Assessori presenti - che questo Consiglio si trova spesso a supplire a una mancanza di iniziativa legislativa e programmatica della Giunta regionale.

Mi avrebbe fatto piacere che una disposizione di questo tipo fosse stata proposta già da tempo dalla Giunta, ne sono state proposte alcune assai raffazzonate come ha ricordato il collega Cuccureddu,  ritirate poi perché assolutamente inapplicabili nella finanziaria 2009-2010 e oggi, questo Consiglio, si trova a supplire ad una grave carenza di iniziativa politica prima della vertenza nei confronti dello Stato e poi legislativa nel portare proposte concrete a quest'Aula.

Speriamo che queste proposte che arrivano liberamente dall'Aula possano innescare una competizione virtuosa stimolando la Giunta finalmente a prendere posizioni più chiare, più nette e più decise nel difendere le prerogative della nostra Regione sia nei confronti dello Stato e sia, altrettanto incisive, iniziative che possano in qualche modo favorire tutti quelli interventi che siano di stimolo per la ripresa economica.

Per il resto giungo rapidamente alla conclusione dell'intervento ricordando che questa norma avrà certamente un impatto, ma un impatto - lo sa bene l'onorevole Cuccureddu - che nell'insieme probabilmente ammonta tra i 3 e 500 milioni di euro, certamente una cifra importante, questa norma evita per esempio con il patto di stabilità trasversale il meccanismo della doppia contabilizzazione.

Quindi evita per esempio che i trasferimenti fatti dalla Regione attraverso il fondo unico agli Enti locali siano contabilizzati due volte perché la Regione ha un patto di stabilità e quella stessa spesa non potrà essere contabilizzata nuovamente in quella degli Enti locali.

Ma, allora, onorevole Cuccureddu, io credo che lei non possa che essere d'accordo con l'emendamento numero 1 presentato dal collega Gian Valerio Sanna, che poi lo illustrerà, sul fatto che questa effettiva capacità di mettere in moto risorse potrà avvenire, e qui mi rivolgo all'Assessore agli Enti locali, Assessore, soltanto se la Regione vorrà mettere come priorità nei propri trasferimenti e nella propria spesa proprio il trasferimento del fondo unico agli enti locali in modo di ottenere il risultato di muovere l'economia, favorire la spesa e alimentare quel sistema di imprese grandi e piccole che ruota intorno agli investimenti e alle spese degli enti pubblici.

Conclusivamente io credo che questa sia una buona legge, testimonia, e credo che lo testimoni in maniera importante ed efficace che questo Consiglio e questa minoranza sa, quando si tratta di approvare riforme o progetti che vengano effettivamente incontro alle esigenze della nostra comunità, sa a lavorare in maniera unitaria, ma credo anche che questa legge che andremo certamente ad approvare debba essere di stimolo per molti e di richiamo alla Giunta nel ricordarsi che qui c'è un Consiglio ed una minoranza pront a rispondere quando arrivano proposte utili e noi vorremmo certamente che di proposte utili e di forza e di capacità di difendere gli interessi della Sardegna questa Giunta e questa maggioranza le sapessere dispiegare anche in altre occasioni, a cominciare da quella, fino ad oggi lacunosa e deficitaria, che riguarda il rapporto con lo Stato, ovvero la vertenza entrate, i fondi per le infrastrutture dove per ora, ahimé, siamo stati proni e succubi ai voleri di uno Stato centrale e di un Governo nazionale che certamente non è apparso amico della Sardegna.

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