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La Fatica Democratica per la Prossima Italia
7 Novembre '10, domenica
Sono stato a Firenze per la convention di Renzi e Civati senza aspettative particolari, ma con la voglia di scoprire se il motto galileiano “eppur si muove” fosse applicabile al moloch di un Partito Democratico troppo zavorrato di ex-qualcosa, ingrigito nelle leadership, spesso retrò nei linguaggi e nelle proposte politiche.

Ho trovato tanta gente.  Almeno duemila persone da tutta Italia, oltre 7000 nel totale delle 3 giornate svoltesi nella cornice post-moderna dell’ex Stazione Leopolda.  Alcuni semplici curiosi, molti altri alla genuina ricerca di una politica diversa, mossi dal tam tam mediatico lanciato via internet e sviluppato dai social network.

Gli organizzatori, in omaggio al target internettiano e giovanilista,  hanno proposto un formato dell’incontro riccamente mutuato dagli show televisivi X Factor e Amici con il Sindaco di Firenze Matteo Renzi e il Consigliere regionale lombardo Pippo Civati nelle vesti di arbitri e conduttori.

L’evento scorre velocemente mentre i due “padrini” della manifestazione, appollaiati su un desk stile radio anni ’50, si alternano a chiamare i relatori ad uno ad uno scegliendoli tra le centinaia di iscrizioni a parlare arrivate online e nei desk del ricevimento.  

Questi, mentre aspettano il loro turno su una “panchina”,  si scaldano osservando la performance di turno che avviene su un palco con dietro una grande video proiezione dove scorre il countdown dei 5’ assegnati ad ogni intervento.  Ogni intervento è associato ad una parola chiave, ogni parola chiave è destinata, nelle intenzioni degli organizzatori, a formare il compendio di temi e proposte per la “Prossima Italia”.

Un gong interrompe inesorabilmente la performance degli oratori lasciando spazio per i commenti e le battute di Renzi e Civati che “mixano” i vari interventi, con fare da perfetti dj, con clip video su temi, gag e suggestioni sui miti, personaggi e luoghi comuni del popolo progressista.

Dopo la prima ora di spettacolo trascorsa in silenziosa e curiosa attenzione non nascondo di aver provato una certa sensazione di angoscia.  Non c’è vero scambio idee, il rapporto con i partecipanti proposto dall’incontro è, nonostante le intenzioni, verticistico, frontale più che multilaterale.

I due “conduttori” si rapportano ai molti presenti decidendo la scaletta degli interventi, esprimendo valutazioni, selezionando i “finalisti” destinati ad entrare nel documento finale dell’evento, tirando le conclusioni.

Penso tra di me che certo Renzi e Civati hanno certamente interpretato un bisogno di novità e freschezza nel PD.  Ma la loro  mi è apparsa una reazione brillante piuttosto che una proposta concreta.  Una convention più nuovista che nuova, più contenitore che contenuto.  

Un evento certamente riuscito nel lanciare il sindaco Renzi alla notorietà nazionale, spero utile per segnalare ai vertici del PD un bisogno di rinnovamento e di partecipazione, ma senza un percorso chiaro per chi, come me, rifuggendo da personalismi e  neo-leaderismi, vuole militare nel PD contribuendo a superare le contrapposizioni esasperate tra ex-DS ed ex-Popolari, tra nuova e vecchia generazione politica, tra comunità politica e società civile.

Nello caldo pomeriggio autunnale che accompagna il mio rientro in albergo attraverso lo splendido lung’Arno fiorentino che dirige a Ponte Vecchio, ripenso alla meraviglie di questa città, alle geniali intuizioni di incomparabili artisti, ingegneri ed architetti.  All’incredibile lavoro di decine di migliaia di artigiani, carpentieri e manovali che hanno regalato a Firenze alcune delle più i importanti opere del patrimonio artistico mondiale.

E affiora in me la certezza che non ci sarà evento ben riuscito o nuovo format politico che potrà risparmiarci la fatica democratica di costruire, con la pazienza e perseveranza di quegli antichi artigiani, con l’ascolto, il confronto e la partecipazione costante nella società, nei partiti e nelle istituzioni il vero progetto per la Prossima l’Italia.
di Chicco Porcu

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I commenti:

franco bayre
bayresport@tiscali.it »
Sabato 13 Novembre 2010, 09:55:20
Qualcuno, forse Enzo, ha significato che quello che era accaduto a Firenze in qualche modo poteva essere un deja-vu della nostra esperienza di Progetto Sardegna. Una esperienza esaltante che poi é finita (o auspichiamo solo accantonata) in malo modo...con i "compagni" che hanno evirato i fratelli.
Parlare di cambiamento? Forse sarebbe necessario operare dei cambia-menti, ovvero dare spazio ad autentiche aperture mentali dove il confronto é davvero serio e da una giusta critica nascano concrete risoluzioni per operare il cambiamento auspicato. Ma all'intorno "c'é qualcosa di vuovo...anzi d'antico: le solite bronzee facce che, incredibile ma vero, talvolta trovano giusta spalla dove piangere o predellino su cui pontificare proprio nelle persone che, in illo tempore, profondevano ogni loro energia per un autentico cambiamento. Se dovesse essere vero, come stampa riporta, che lo stesso Renato perorara la causa del Cabras bè allora siamo davvero alla frutta...sciroppata, edulcorata in modo nauseabondo ma purtroppo rancida. La speranza sarà pure l'ultima a morire...ma vuoi vedere che il suo decesso sarà antecedente a quello dei tutankamon della nomenclatura?
tonino frogheri
toninofrogheri@gmail.com »
Sabato 13 Novembre 2010, 05:33:23
sempre meglio che stare inerti aspettando che faccia x noi " il COMPAGNO fini"........................
iopisu
Mercoledì 10 Novembre 2010, 21:11:07
Provo sompatia per Renzi e Civati, dicono cose che condivido ,cambiare il modo di fare politica, rinnovamento , eliminazione dei privileggi della classe politica ecc ecc.....mi sembra un pò quello che sempre abbiamo auspicato tutti noi ........vediamo se saranno coerenti.
Marco
Martedì 09 Novembre 2010, 14:40:25
Io, e non da oggi, in Renzi vedo solo un giovane (?) politico alla ricerca di carburante per la sua ascesa.
I fiorentini sono contenti della sua amministrazione?
Le convention quasi sempre generano entusiasmo, lo sanno le società basate sulla vendita porta a porta, ma poi tornati a casa bisogna lavorare a testa bassa. PRODURRE come si direbbe in un azienda. Vediamo cosa produrranno i rottamatori e allora avranno ragione. Punto.
Thomas
thomas.castangia@gmail.com »
Martedì 09 Novembre 2010, 12:51:05
Abbiamo visto due film diversi.
Qui la mia opinione
http://www.facebook.com/note.php?saved&¬e_id=10150317290090082
Ciao
Thomas
Chicco Porcu
porcu@chiccoporcu.it »
Martedì 09 Novembre 2010, 11:21:40
La voglia di cambiamento non va solo cavalcata, ma anche praticata. Renzi e Civati hanno fatto una operazoine utile, ma credo che non ci saranno scorciatoie verso il rinnovamento di linguaggi, classi dirigenti, programmi. Occorre lavorare molto stando nei partiti e tra la gente. Non bastano gli eventi o qualche sporadico moto di ribellione.
enzo
Lunedì 08 Novembre 2010, 15:22:05
Caro Chicco,dal resoconto della tua trasferta Fiorentina,traspare piu' delusione che entusiasmo passione necessaria e determinazione politica convinta per raggiungere in tempi non bibblici l'obbiettivo di RenziCivatizzazione del Partito Democratico.In estrema sintesi sostituire non solo questa classe politica, ma riportare la politica ad essere servizio per il cittadino per un periodo limitato della propria vita.Cio che dice Renzi, Se non sbaglio tu meglio di me ,o quanto me lo abbiamo iniziato e tentato con Progetto Sardegna e poi all'interno del neonato Partito Democratico .Sai bene,cosa e' successo a Renato Soru e a quella maggioranza che probabilmente e' la vera antesignana di cio' che tu hai sentito ripetere da quelle migliaia di persone a Firenze.Quindi non solo io da cio' che parte da Firenze vedo una ripartenza di cio che noi abbiamo tentato di fare in Sardegna,.Ma vedo e spero in questa spinta dei giovani e non ,QUELLA FORZA,QUELL'IRRUENZA QUELLA VOGLIA DI CAMBIAMENTO,che necessariamente deve partire da chi il futuro lo vede e lo vuole conquistare ,utilizzando le regole,come quella dell'art 22,comma 2 dello STATUTO del Partito Democratico.

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