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È Renzi-mania. «Siamo avanti»
da L'Unione Sarda 13 Febbraio '14, giovedì
Grande folla nel tour sardo per sostenere Pigliaru
Il segretario a Sassari e Cagliari  
Fatti un selfie con Renzi. Una foto qualsiasi, anche autoscattata, magari mossa. O prova a toccarlo, salutarlo, tanto lui si concede a tutti. Una giornata da rockstar, tra Sassari e Cagliari, per il leader del Pd venuto a spendere il suo carisma per Francesco Pigliaru.

Circa duemila presenze in mattinata al teatro Verdi, più del doppio nell'appuntamento pomeridiano alla Fiera campionaria. E scene di tifo isterico come fosse Jovanotti. O Berlusconi ai bei tempi. E lui, come il Cavaliere, punta a trasmettere fiducia: «Toccate pure ferro», dice in mattinata al pubblico sassarese, «ma nei sondaggi siamo avanti».

IN TROPPI C'è così tanta folla che molti devono restare fuori (almeno a Cagliari c'è il maxischermo). Chi riesce a entrare, verifica sul campo l'abilità renziana di conquistarsi la platea.

A Sassari esordisce confessando «l'imbarazzo di parlare di politica nella città dove sono nati due presidenti della Repubblica e Enrico Berlinguer. E anche il prossimo presidente della Regione», Pigliaru, appunto.
A Cagliari gioca di sponda con l'ultima gaffe berlusconiana, che al telefono con Cappellacci ha confuso Alghero con Aquileia: «Ciao, Gallarate».

Come al solito Matteo Renzi viaggia di suggestioni, cerca di stimolare l'orgoglio del popolo del centrosinistra. «Qua non c'è uno che decide. È una battaglia di tutti. C'è una donna come Francesca Barracciu che, in una vicenda complicata, ha fatto un gesto straordinario per passare la palla a chi poteva fare gol».

SCUOLA Non sono le proposte concrete a occupare il centro del discorso, per quelle ci pensa Pigliaru. Al punto che il segretario sembra voler copiare, a livello nazionale, l'idea del professore di un piano straordinario per l'edilizia scolastica: «Mi piace il tuo progetto», dice il sindaco di Firenze al candidato, «dopo che avrai vinto andiamo tutti insieme in Europa, e proponiamo un piano da 5 miliardi di euro, fuori dal patto di stabilità, per le scuole italiane».

Con la competenza di Pigliaru, assicura Renzi, «questa terra può farcela. È come se fosse ferma in doppia fila con le quattro frecce: i sardi adesso possono decidere di ripartire». Puntando sul turismo, sciogliendo il nodo trasporti, utilizzando «la straordinaria esperienza di Soru con Tiscali nelle nuove tecnologie».

LO SPRINT Però dev'essere un lavoro di squadra, avverte indossando i panni del coach: «Date fondo alla rubrica telefonica negli ultimi giorni di campagna elettorale, gli universitari saltino una sessione di esami. È una partita decisiva».
Per convincere chi votava centrodestra «chiedetegli se sta meglio adesso, o cinque anni fa». E se il governatore uscente promette di «rullare Renzi come ho rullato Veltroni nel 2009», c'è la risposta pronta: «Il problema è che lui ha rullato i sardi. Aveva garantito 100mila posti di lavoro in più, sono 80mila in meno».
Il rottamatore, stavolta, vuole rottamare Cappellacci.

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di Giuseppe Meloni

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