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Le proposte del PD per l'Italia e la Sardegna
6 Dicembre '10, lunedì
Inizia la stagione cruciale per la politica, nazionale e regionale. Coincide con il voto della manovra Finanziaria, lo strumento attraverso il quale il Governo e la Giunta predispongono il bilancio e le scelte su come spendere i soldi a disposizione. Mai come quest’anno il destino della manovra di bilancio della Sardegna è legato in maniera imprescindibile a quella nazionale. La chiusura della cosiddetta “vertenza Entrate” diventa in fatti la precondizione per qualsiasi discussione o almeno così la pensa l’opposizione e il Partito Democratico, che ha definito questa “la madre di tutte le battaglie”.

Su questo tema l’associazione “Progettare il Futuro” ha organizzato lunedì 6 dicembre un incontro a Cagliari con il deputato Giulio Calvisi, i consiglieri regionali Francesca Barracciu, Franco Sabatini e Chicco Porcu e il consigliere comunale Andrea Scano.

Le proposte del Pd era il nome scelto per l’incontro, proprio a manifestare la volontà di partecipare a questa fase con proprie idee e soluzioni e non con la semplice protesta.

Nella sua divertente introduzione, Andrea Scano ha mostrato come in realtà il problema dei fondi non sia solamente quantitativo, ma anche di qualità e capacità di spesa. Il Comune di Cagliari ad esempio, sicuramente penalizzato dai tagli dei fondi agli enti locali, si è in realtà specializzato in questi anni in sprechi e scelte poco comprensibili, o forse anche troppo comprensibili.

 A Chicco Porcu il compito di riepilogare ciò che è successo negli anni della Giunta di Centrosinistra, con la firma dell’accordo tra Romano Prodi e Renato Soru che riformò i rapporti stato regione sul regime delle entrate, con  un maggiore trasferimento di quote Iva ed Irpef da parte dello Stato e l'accollo da parte della regione delle spese in materia di Sanità, Trasporto pubblico locale e continuità territoriale. “Dallo Stato, ha spiegato Chicco Porcu,  ci dovrebbero arrivare 5 miliardi 880 milioni, secondo il bilancio della Regione, mentre nel bilancio dello Stato sono assegnate all'Isola 5 miliardi 25 milioni. Ci sono in meno 855 milioni per il 2010 - denuncia Porcu - e 862 milioni per il 2011”.  

Franco Sabatini, consigliere del Pd e membro della Commissione Bilancio, ha spiegato come “Avere la certezza del trasferimento dei fondi dovuti alla Regione Autonoma della Sardegna significa poter disporre di risorse da destinare a un piano di sviluppo e competitività di reale spessore. Devono essere, infatti, i comuni e le province i veri protagonisti dello sviluppo. In quest’ottica si inserisce la nostra proposta di istituire un fondo per rilanciare le opere pubbliche immediatamente cantierabili con le priorità da individuare attraverso un confronto con gli enti locali stessi”.  

Questa finanziaria, in sostanza, non affronta i problemi della crisi. È una presa in giro nei confronti del popolo sardo, che si aspetta ben altro da un esecutivo regionale.
La Giunta spieghi come intende finanziare il piano di sviluppo. Spieghi come intende risanare il deficit sanitario. Spieghi come rimedierà al flop del Commissariamento delle Asl”.

Dove siano finiti i fondi che spettano alla Sardegna lo ha raccontato Giulio Calvisi, deputato e membro della Commissione Bilancio alla Camera,  “La giunta Cappellacci ha fatto un grave errore nell'accedere alla proposta del Governo di subordinare l'entrata a regime del nuovo ordinamento regionale finanziario e oggi rischia di far pagare un prezzo altissimo alla Sardegna. Peraltro della Commissione paritetica incaricata di redigere le norme di attuazione non si hanno ancora notizie certe».

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Queste indecisioni della Giunta Cappellacci arrivano, come ha ribadito Francesca Barracciu, in un momento di crisi gravissima per la Sardegna. Dall’Industria all’agricoltura, alla scuola, all’università, ai trasporti, non esiste una categoria che non sia in sofferenza “Il bluff già evidente ed evidenziato assume contorni ancora più gravi che testimoniano ancora una volta non solo l’approssimazione e l’incapacità nella gestione della cosa pubblica ma anche una pericolosa spregiudicatezza. Il presidente Cappellacci e la giunta si sforzino di essere seri e trasparenti e si facciano promotori subito di una manifestazione popolare che induca il Governo a darci tutte le risorse che ci spettano, compresi i fondi Fas, così da non dover più ricorrere ai sotterfugi contabili dalle gambe corte inutili per le esigenze della nostra isola”








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