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Zone Franche tra sogno e realtà
Aprile '13, venerdì
Oltre 70 persone hanno partecipato al Seminario organizzato da Chicco per conto del Gruppo del Partito Democratico sulla zona franca fiscale.  Un'occasione per tracciare un confine tra promesse demagogiche e realtà.

La Sardegna ha un residuo fiscale negativo per 7 miliardi.  Ovvero senza il sostegno dello Stato i servizi pubblici non sarebbero garantiti.   Il settore pubblico allargato incide per oltre il 100% del PIL.   La Sardegna per sostenere autonomamente l'attuale livello di spesa pubblica dovrebbe ipotizzare un livello di pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese pari al 100%.   Ogni ipotesi di incentivo fiscale va quindi analizzato insieme alle ipotesi di copertura finanziaria oltre che autorizzato ed armonizzato nell'ambito delle normative comunitarie.

Sì è fatta distinzione e chiarezza tra zone franche doganali, i cui benefici appaiono molto limitati perché riguarderbbero soltanto il transito di merci extra-comunitarie, e quelle ad agevolazione fiscale che vanno finanziate dallo Stato ed autorizzati dalla UE.

E' apparso in maniera evidente che la Giunta Cappellacci abbia cavalcato la richiesta della zona franca fiscale integrale, frutto del bisogno di sperare in qualcosa in un momento disastroso per l'economia regionale,  ben sapendo che sia irrealizzabile e al solo scopo di alimentare illusioni  e prendere tempo in vista delle prossime scadenza elettorali.

Nel frattempo niente si fa per istituire le zone franche urbane con benefici notevoli per piccole imprese in regime de minimis, che sono già delimitate ed autorizzate in armonia con i regolamenti comunitari.

Tante sono poi le azioni da mettere in campo, senza dover chiedere il permesso a nessuno,  per sostenere il lavoro e l'impresa: una profonda riqualificazione della spesa pubblica per recuperare risorse per progetti di riqualificazione ambientale e del patrimonio urbanistico, di sostegno al credito attraverso i Consorzi fidi, o la semplificazione amminstrativa per abbattere i tempi della burocrazia che uccide le imprese.  Ma queste cose la Giunta Cappellacci non è capace di farle perché implicano scelte difficili di cui non si è in grado di assumersi la responsabilità.

Insomma una giornata proficua di confronto tra il Gruppo, esperti, amministatori, iscritti e simpatizzanti per tracciare prospettive credibili per lo sviluppo della nostra isola.

Vedi l'album fotografico

Leggi la presentazione di Franco Sabatini in pdf
Leggi la presentazione di Filippo Spanu in pdf
di Chicco Porcu

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