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Vertenza Zona Franca: una cortina di fumo per nascondere i vostri fallimenti
3 Luglio 2013, mercoledì
PORCU (P.D.). Presidente, colleghi, io non nascondo di essere rimasto molto perplesso dalle informazioni che ci ha dato l'Assessore, che mi sono sembrate molto parziali e soprattutto non tarate sull'argomento.
La domanda che le facciamo, e che le abbiamo fatto attraverso la nostra mozione - lo dico al Presidente, lo dico all'Assessore - è capire se aprire oggi un nuovo fronte con lo Stato non rischi di compromettere quella grande vertenza che è stata la vertenza entrate, che rimane tuttora irrisolta.
Quindi la domanda che noi vi facciamo è questa: se parliamo di punti franchi, di zone franche doganali extra UE - vorrei che mi ascoltaste, lo dico al Presidente e all'Assessore - queste non hanno un costo, cioè ogni agevolazione fiscale ha un costo perché implica una riduzione del gettito, quindi c'è una minore entrata che qualcuno deve coprire.
Ora, i punti franchi doganali non implicano un abbattimento del costo, è un'esenzione sui dazi per imprese extra Unione europea, extra Europa oggi dei 28 con la Croazia, che esportano al di fuori dell'Europa dei 28. Quindi lei ha per il 95% parlato di un tema che non entra nel cuore di quella che è apparsa essere la vostra proposta sui giornali, la vostra delibera, il vostro ascoltare le rivendicazioni della gente che si chiede che cosa sarete capaci di fare a fine legislatura, dopo non averlo fatto per quattro anni e mezzo, per alleviare la sofferenza di imprese e famiglie.
La domanda che vi faccio la potrei fare anche a noi che abbiamo governato prima: perché non l'avete attuata prima? Se ci credete fatela! Attenzione che i punti franchi, è vero che non hanno un costo in termini di minor gettito, ma hanno un costo organizzativo e gestionale, perché implicano la mobilità delle persone e quindi possono essere anche controproducenti, perché implica delle barriere, implica la presenza della Finanza, possono essere anche un ostacolo allo sviluppo.
Fateci capire cosa offrono di più oggi alle normali esenzioni dei dazi che esistono già e che possono già operare per le imprese che vogliono avere questo tipo di produzioni. Se ci credete fatelo! Richiede un'attività di scouting molto attenta, Assessore.

Per esempio, trovate un'azienda che importa caffè dal Brasile, che lo porta a Cagliari, lo trasforma e riesporta in Asia. Fatelo! Ma qual è l'impatto di questo tipo di attività per la stragrande maggioranza delle imprese sarde e delle famiglie sarde? Non lo so, forse qualche decina di lavoratori che potrà partecipare a questo processo produttivo, poco, pochissimo, dobbiamo dirlo, o comunque è tutto da costruire.

Diverso è se noi parliamo di zone franche a esenzione fiscale, dove ci sono delle esenzioni sull'IVA, sull'IRES, sulle imposte, sui contributi perché questi implicano un minor gettito o che qualcuno ci metta i soldi.

La domanda che vi facciamo è, siccome non siamo né la Catalogna né il Trentino, cioè noi abbiamo un residuo fiscale passivo, non è che siamo dei grandi esperti di contabilità pubblica, però ci sono dei numeri molto chiari che ci dicono che se prendo il settore pubblico, cioè i servizi dati dal sistema pubblico, oggi, in rapporto al gettito fiscale generato dalla comunità sarda, mancano 4 miliardi, cioè il costo dei servizi è più alto di 4 miliardi del gettito che viene generato. Se considero il settore pubblico allargato, e cioè anche il sistema di società a capitale pubblico, questo residuo fiscale passivo è di 7 miliardi.

Ora, se io rinuncio a qualsiasi imposta, di quelle compartecipate che oggi mi danno un gettito di 5 miliardi e 700 milioni, all'IVA, alle accise, all'IRES, 2 o 3 miliardi, a un'agevolazione generalizzata e allargata al territorio regionale - non l'operazione che stiamo facendo nel Sulcis, che è anche prevista all'intermo delle norme dell'Unione europea, diciamo assimilabile a quelle che erano le cosiddette zone franche urbane, cioè operazioni mirate e circoscritte che possono avere un costo di qualche decina di milioni di euro - stiamo parlando, eventualmente, di miliardi che mancano, che qualcuno deve mettere per assicurare alle imprese e ai cittadini sardi i tribunali, la scuola, la sicurezza, la sanità, che costa 3 miliardi e 400 milioni all'anno, qualcuno ci deve mettere dei soldi.
Allora, io le faccio una domanda. Noi per capire la vostra credibilità dobbiamo farvi delle domande! La prima che faccio al Presidente è: se credete nei punti franchi, perché ci avete messo quattro anni a mezzo a farli? C'è già lo Statuto, avete citato il decreto legislativo, c'era un'autostrada per portarli avanti e dargli attuazione.

Posso fare la domanda anche a noi, perché non l'abbiamo fatta noi? Noi lo diciamo! Per i motivi che vi ho detto: non crediamo che sia uno strumento decisivo, magari ci sbagliamo, fatelo! L'ho detto prima: stiamo parlando di una fattispecie molto limitata e molto circoscritta, tutta da costruire, per delle agevolazioni che sostanzialmente si possono già raggiungere senza i punti franchi, perché il sistema di agevolazioni per certe imprese è già concesso, basta fare delle comunicazioni alla Guardia di Finanza.

Se però vogliamo parlare non di punti franchi, ma di agevolazioni fiscali, noi vi dobbiamo dire come coprite questi costi, e se ci credete così tanto perché avete lasciato cadere, quando il Governo Berlusconi ha tagliato le zone franche urbane, che potevano costituire una sperimentazione importante in alcuni territori della Sardegna, almeno per le piccole imprese in regime di de minimis, quell'opportunità?

La domanda che vi facciamo è: secondo voi siamo più o meno credibili nei confronti del Governo nazionale nel momento in cui non abbiamo ottenuto neanche la chiusura della vertenza entrate? Presidente, vogliamo ricordare quanto vale la vertenza entrate? Tra il 2010 e il 2012, cioè dal momento in cui andava attuata, vale circa 1 miliardo e 900 milioni, cioè i minori trasferimenti, come dice anche la Corte dei conti, che sono maturati in quegli anni, e cioè 1 miliardo e 900 milioni che non ci hanno dato, e vale in termini di spesa annuale il fatto che invece di ottenere di spendere di più - lo dico al Presidente e all'Assessore - noi nel 2009 potevamo spendere 3 miliardi e 100 milioni, extra spese sanitarie, e oggi ci ritroviamo a poter spendere 2 miliardi e 507 milioni, cioè una vertenza alla rovescia.

Allora io dico, qual è la nostra credibilità con il Governo nazionale se io, interlocutore Regione, invece che dire: "Chiudiamo le vertenze aperte; incassiamo il miliardo e 900 milioni, riportiamo il livello della spesa almeno al 2009 e poi parlo dell'altro", vado dal mio interlocutore, lo Stato, e dico che apro un fronte che non so che dimensioni abbia, faccio una grande confusione e questi mi dicono: "Ma tu sei matto! Non ci sono soldi, la finanza pubblica è al collasso, ci sono limiti al patto di stabilità, tutti piangono miseria e tu, in un contesto come questo, non chiudi neanche le vertenze giuridicamente accertate da sentenze della Corte e da leggi dello Stato e apri altri fronti". Ma qual è la credibilità che rischiate di avere agli occhi dello Stato? Il nostro sospetto, e lo dico chiaramente, Presidente, è che i vostri fallimenti a chiudere la vertenza entrate…

Assessore Mariano Contu, guardi, il Presidente non è spesso in aula. Ci lasci la gioia e il piacere di interloquire noi con lui. Lei lo vede ogni lunedì in Giunta, lo vede spesso! Abbia pazienza! Siamo gelosi di averlo in aula e lei ci vuole togliere il piacere di interloquire con il Presidente, che insomma, poi è qui, io apprezzo che sia qui tra l'altro, sa che è una discussione difficile.

Allora, noi potevamo, lo dico al presidente Cappellacci, andare dallo Stato e dirgli: "Guarda, trasferiscimi il miliardo e 900 milioni; io non lo spendo, lascio il debito pubblico invariato, e lo uso per cancellare il debito finanziario della Sardegna - mi segua in questo ragionamento -, che è un miliardo e 700 milioni". Poteva trattarlo. Mi cancello il miliardo e 700 milioni, grazie a quel miliardo e 700 milioni ho 80 milioni circa in meno all'anno di interessi sul debito, che fanno parte del patto di stabilità, e mi recuperavo, con un'operazione facile facile, 80 milioni veri di spese, invece che andare a disquisire dell'universo mondo.

Allora la domanda che noi facciamo è: quale credibilità ritenete di avere nei confronti del Governo nazionale quando fino a oggi non siete stati capaci neanche di chiudere la vertenza entrate? Che credibilità avete quando ne aprite un'altra? Che credibilità avete quando con lo Stato fino a oggi non avete chiuso una vertenza, né sulla continuità territoriale, né sulla scuola, su nessun argomento. La nostra sensazione è che voi volete semplicemente alzare una cortina di fumo per nascondere i vostri fallimenti, rilanciate per nascondere il fatto che anche su quello che potevamo ottenere non siete stati in grado di ottenerlo. Allora, lei ce lo spieghi, ci dica come copre il minor gettito...

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