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INTERPELLANZA 141/A sull'emergenza occupazionale relativa alla stato di crisi della Società Epolis Spa editrice de "Il Sardegna" e di altre 18 testate di quotidiani locali.
10 Settembre '10, venerdì
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA - XIV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 141/A

INTERPELLANZA PORCU - BRUNO sull'emergenza occupazionale relativa alla stato di crisi della Società Epolis Spa editrice de "Il Sardegna" e di altre 18 testate di quotidiani locali.


I sottoscritti,

premesso che:

- Epolis Spa è la società editrice, con sede legale ed operativa a Cagliari, che pubblica in Italia 19 quotidiani locali e impiega oltre 120 giornalisti, 30 poligrafici e, attraverso la controllata Publiepolis Spa, oltre 100 tra agenti e amministrativi;

- a Cagliari ha sede la direzione centrale della testata, che cura le due edizioni regionali ed offre servizi di supporto alle altre edizioni locali con l'impiego di 35 giornalisti e 27 poligrafici;

- dopo una prima crisi nel 2007 e una ripartenza con un cambio dei vertici aziendali, nell'autunno 2009 Epolis Spa ha presentato al Tribunale fallimentare di Cagliari la richiesta di ristrutturazione del debito e abbattimento dello stesso tramite procedura 182/bis, richiesta respinta dal Tribunale di Cagliari nel luglio 2010;

considerato che:

- secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano Italia Oggi, il debito del Gruppo Epolis è, nel frattempo, passato dai precedenti 63 milioni di euro agli attuali 83 milioni di euro (107 milioni di euro secondo altre fonti) senza che sia chiaro come siano stati utilizzati i 29 milioni di euro annui di raccolta pubblicitaria;

- sempre da fonti giornalistiche si apprende della volontà della proprietà della possibile destrutturazione della vecchia società (bad company) e della nascita di una nuova impresa senza che di questo siano stati informati i dipendenti e garantita la permanenza a Cagliari della direzione centrale della società editoriale;

- alle reiterate richieste di incontro da parte delle organizzazioni sindacali i vertici aziendali non hanno dato seguito e, da luglio 2010, si sono interrotte tutte le comunicazioni da parte della società ai propri dipendenti;

- ai dipendenti non è stata corrisposta la retribuzione per i mesi di luglio ed agosto è non è stato possibile verificare il regolare versamento degli oneri previdenziali;

- tutti i dipendenti sono stati messi in ferie forzate fino al 6 settembre 2010, giorno in cui avrebbero dovuto riprendere le pubblicazioni; ad oggi nessuna ripresa delle attività é iniziata e anzi sono tanti i segnali che adombrano sulla reale possibilità di ripresa delle stesse;

- nella giornata dell'11 settembre 2010 é stata data esecuzione allo sfratto da parte dell'ufficiale giudiziario, in quanto scaduto da tempo e non rinnovato il contratto di affitto dei locali che ospitano la società, sono stati accatastati nell'ala posteriore mobili ed arredi, sono stati sottratti ai giornalisti computer e telefoni mobili, con il rischio di vulnerabilità di tutti i dati sensibili in possesso della redazione, è stato clonato il server centrale e trasferito telematicamente in un host di Milano il sistema editoriale, di fatto i dipendenti sono stati privati del diritto ad operare e tenuti all'oscuro delle intenzioni della società;

- la Società Epolis ha in atto un prestito con SFIRS pari a 3 milioni di euro che la vincola a mantenere la sede legale in Sardegna fino al 2011;

- dal 7 agosto 2010 le organizzazioni sindacali hanno chiesto l'intervento della Regione e solo nella giornata del 9 settembre 2010 il Presidente della Regione, visitando la sede di Epolis, ha preso atto della grave situazioni di crisi,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se non ritengano opportuno:

1) convocare immediatamente il comitato interassessoriale per le emergenze in Sardegna e la proprietà della Società Epolis con l'obiettivo di mettere in campo ogni strumento utile a mantenere in Sardegna la direzione centrale della società editrice;

2) riferire, quanto prima, al Consiglio regionale sulle iniziative che la Regione intende assumere per assicurare la sopravvivenza della testata e la difesa dei posti di lavoro a garanzia del pluralismo dell'informazione e degli spazi di dibattito democratico.

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