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Buon viaggio! Approvatevi il piano casa! continuate nel perpetuare la strategia del fumo e dell'inganno
1 Ottobre 2013, martedì
PORCU (P.D.). Presidente, assessore e colleghi, ma siamo alle solite! Questo ormai è un sequel, quello del Piano casa e delle proroghe al Piano casa, un po' come quei film di cassetta che però al botteghino suscitano sempre meno interesse e che vengono riproposti all'infinito con la speranza di coprire un'assoluta povertà di idee e di programmi per la Sardegna.

Voi nelle prossime ore, nei prossimi giorni, non so se oggi, non so se domani, approverete questa ennesima proroga del Piano casa, ma quello che potrebbe per voi sembrare un successo è il segno del vostro fallimento politico, della vostra povertà d'idee, della vostra incapacità di prevedere un qualsiasi programma di sviluppo per la Sardegna che non sia di breve termine, che non sia contingente.

Un fallimento a tutto campo che avete manifestato a più riprese nella vostra incapacità di programmare e legiferare in qualsiasi materia, in primis in quella urbanistica, dove avete rinunciato a fare chiarezza attraverso una legge urbanistica, dove avete rinunciato a mettere mano alla burocrazia che a tutti i livelli, da quello comunale a quello regionale, affligge un settore economico importante per la nostra Sardegna, e come unica ricetta riproponete all'infinito la deregolamentazione.

Siccome le regole non riuscite ad applicarle e a farle applicare, non riuscite a fare leggi, non riuscite a programmare, la vostra unica scorciatoia è dire non ci riusciamo, abbiamo fallito, non riusciamo a far funzionare gli uffici tecnici comunali, non riusciamo a far funzionare l'ufficio tutela del paesaggio della Regione dove si accavallano migliaia e migliaia di pratiche, promettiamo che le regole si cancelleranno o cambieranno con modifiche del Piano paesaggistico che non riuscite a portare a termine e alla fine l'unica arma che vi rimane è quella di un'ennesima proroga dei termini del piano casa.

di fatto le norme saltano a favore di una semplificazione e di una deregolamentazione che se in alcuni casi noi abbiamo detto poteva essere anche comprensibile e accettabile come in alcune zone urbane, per periodi limitati, certamente non lo è quando investe, e ricordiamoci che il Piano casa non è un Piano casa perché investe l'agro e investe le coste, quando investe interventi che sono di tutt'altra natura.

E nonostante la relazione di maggioranza che dice che questo Piano casa porterà sicuramente un beneficio per l'asfittica economia isolana e per il comparto dell'edilizia in particolare, io vi invito a prendervi le ultime rilevazioni ISTAT sul dato degli occupati nel settore delle costruzioni, paragonarli al 2008 e al 2009 e registrare che gli occupati nel settore dell'edilizia sono scesi di almeno 20 mila unità. Non c'è traccia di questo beneficio tanto meno nel settore delle costruzioni che è afflitto da ben altro; è afflitto sostanzialmente da una crisi economica e sociale a cui voi in non siete riusciti a porre argine.

Certamente non tutti i mali della nostra economia possono essere fatti ricadere su di voi, ma su di voi ricade la responsabilità di non aver posto argine, a cominciare da riforme che potrebbero consentire il taglio della spesa della Regione, una maggiore efficienza, un tagliare, per esempio, il disavanzo della sanità di 400 milioni che drena risorse che potrebbero essere destinate all'economia e alle famiglie.

A cominciare dalla vertenza entrate che non avete mai portato a soluzione e sottrae ogni anno 600 milioni di euro alla spesa regionale. Quando abbiamo lasciato la guida della Regione cinque anni fa il patto di stabilità era di 3 miliardi e 100 milioni, in questi anni nonostante le vostre rivendicazioni con lo Stato, nonostante le bandiere che impugnate e lasciate sventolare come quella della zona Franca, oggi il nostro patto di stabilità è pari a 2 miliardi e mezzo, abbiamo perso 600 milioni di spesa non abbiamo risolto la vertenza entrate. E anche questo è un segnale del vostro fallimento, della vostra scarsa credibilità, della scarsa capacità di incidere.

E invece di andare a discutere nell'abito della legge sul federalismo fiscale con lo Stato la legge numero 42 del 2009 nuove attribuzioni in tema fiscale andando a quantificare in maniera precisa quelli che sono gli svantaggi della insularità e magari negoziare la manovrabilità a cominciare dalle imposte regionali come l'IRAP. Preferite impugnare bandiere sapendo che quelle bandiere come quella della zona franca integrale non saranno mai accolte per poter dire che la colpa è di qualcun altro, è dello Stato, è degli armatori cattivi, è dell'Unione europea, è sempre di qualcun altro ma non vostra che voi governate.

Allora per tenere, come dire, tutti insieme, tutti uniti ma in realtà ancora una volta manifestare il vostro voto di proposte, la vostra debolezza politica ci riproponete l'ennesima proroga del Piano casa. Ma guardate, approvatevela, non cambierà nulla nella nostra economia perché oggi le imprese hanno bisogno di certezze nel quadro delle regole, le imprese hanno bisogno di investimenti anche pubblici che siano anticiclici rispetto alla situazione della nostra economia, oggi le imprese hanno bisogno di uffici comunali che funzionano, non che bloccano anche il piano casa, che riescono a trovare cavilli anche per non far funzionare il vostro piano casa, anche dove potrebbe funzionare, anche nelle zone urbane. Che in qualche modo poi aggravano di richieste di improbabili, per le famiglie che fanno domanda, improbabili documentazioni nonostante le semplificazioni che avete portato, rendendo molto oneroso per una famiglia anche presentare un piano casa.

Allora voi cercate con la scorciatoia e con la scorciatoia delle scorciatoie di porre rimedio ad un problema che è molto più ampio, che è quello del diritto di un cittadino e di una impresa di avere una risposta in tempi certi e ragionevoli da parte della pubblica amministrazione.

Una pubblica amministrazione che oggi, in questi anni del vostro governo, si è ingrossata e non si è arricchita di competenze. Una pubblica amministrazione, non lo dico io ma lo dicono gli economisti, che oggi in termini di qualità istituzionale vede la nostra Regione in coda alle Regioni europee, intorno al duecentesimo posto per qualità istituzionale, per certezza del diritto, per capacità di risposta, per chiarezza della spesa, per chiarezza dei bandi, per chiarezza dei programmi.

Allora è senza speranza oggi la vostra proposta di riportare l'ennesimo piano casa, perché in un quadro in cui chi vuol fare impresa, o la singola famiglia, sa che non c'è certezza del diritto, non c'è certezza del vostro programma, non c'è certezza di dove investire delle risorse anche per chi volesse farlo.

Quindi oggi vi auguro, come dire, fate pure, buon viaggio, andate avanti, ma sapete bene, sapete meglio di me che non basterà questo piano casa posticcio a risolvere i problemi della nostra economia tanto meno nel settore delle costruzioni, non basterà approvare questo piano casa per ricompattare una maggioranza che non è mai stata politica, che ha crepe profonde tra di voi, perché voi stessi non avete condiviso l'operato in questi anni e vi siete divisi, avete perso pezzi e altri ne state perdendo e ne perderete in vista delle prossime elezioni regionali.

Quindi buon viaggio, fate pure, cercate, come dire, di perpetuare la strategia del fumo e dell'inganno come quella delle province che avete detto che sono cancellate ma non sono cancellate rimangono in piedi e chissà quando mai questo governo, che non c'è oggi o questo Parlamento potrà approvare quelle ipotesi di cancellazione delle province dietro la quale però non c'è un'ipotesi di cosa le sostituisce.

E avete avuto anche il coraggio di festeggiare, festeggiare cosa? Festeggiare la vostra pochezza politica, festeggiare il fatto che oggi non c'è depositata in Consiglio regionale una proposta della vostra maggioranza che superi le province e chiarisca qual è l'ente intermedio che dovrà collocarsi tra Regione e i Comuni, se saranno delle agenzie che si occupano di strade e si occupano di istruzione, saranno le unioni dei comuni che si occuperanno di cultura e di sociale, qual è la vostra proposta.

Voi riuscite a prendere la bandiera demagogica di cancellare le province, lasciate nella disperazione e nella preoccupazione centinaia di persone, centinaia di imprese che non sanno più a chi rivolgersi, dite di cancellare le province ma istituite i commissari; commissari che rimangono in carica, non li avete cancellati, rimangono gli enti, rimangono i commissari senza controllo democratico.

E' un po' il fil rouge, il filo conduttore della vostra azione, promettete la riforma per avere le mani libere e commissariate, l'avete fatto nella sanità, i commissari sono diventati direttori generali, lo avete fatto nei consorzi industriali, lo avete fatto nelle province, e lo avete fatto in urbanistica, avete promesso la riforma e il cambiamento del Piano paesaggistico, avete detto che avreste messo mano alla legge urbanistica non l'avete fatto e ci riproponete la scorciatoia, il Piano casa che non funziona. Non funziona perché non può funzionare perché le famiglie che vorrebbero almeno chiudersi una veranda si trovano una burocrazia infernale, infernale a tutti i livelli a cominciare da quello comunale per finire a quello regionale.

Quindi buon viaggio, auguri, noi andremo in giro, le diremo queste cose, le diremo qui dentro e le diremo fuori di qua. Io non sono per consumare un ennesimo teatrino, né per stare giorni in quest'aula tra di noi a dirci che il vostro è un fallimento, a dire che mai come oggi il tasso di occupazione è stato così basso, gli occupati sono scesi, avete promesso 100 mila posti di lavoro all'inizio della legislatura ne abbiamo perso 54 mila. Gli occupati in Sardegna sono 550 mila oggi, non sono mai stati così pochi da quando l'Istat ha cambiato i sistemi di rilevazione. Siamo al fondo del fondo e ci sono sempre più famiglie, 380 mila in Sardegna, che sono sotto la soglia di povertà, il cui reddito non raggiunge il 60 per cento del reddito medio nazionale disponibile.

La cassa integrazione è cresciuta del 600 per cento, sono sempre meno i giovani che si laureano, sempre meno i giovani che raggiungono il diploma, scivoliamo all'indietro in tutte le classifiche sulla conoscenza. Le aziende non investono in innovazione, siamo allo 0,5 del PIL; altre regioni d'Europa sono 2,5 o al 3.

Siamo una comunità che dopo cinque anni di false promesse, dopo cinque anni di fumo, dopo cinque anni di litigi tra di voi, dopo cinque anni di un Presidente che non fa il Presidente ma fa propaganda, è scivolata pesantemente all'indietro, molto di più e al di là di ogni ragionevole correlazione con la situazione generale di crisi economica in cui versa tutto il mondo occidentale.

Buon viaggio! Approvatevi il Piano casa! Noi siamo pronti, siamo pronti da ieri, da quando abbiamo indicato un candidato Presidente della Regione nell'onorevole Barracciu, siamo pronti a raccontarlo in giro per i comuni, siamo pronti a raccontare in mezzo alla gente che il vostro è un fallimento e che la Sardegna deve cambiare pagina.

Buon viaggio con il Piano casa. Questa è la vostra soluzione, questa è la vostra idea di Sardegna: deregolare, saltare gli ostacoli, non affrontare i problemi, commissariare, promettere e non mantenere. Noi lo diremo, lo diremo oggi in quest'Aula ma lo diremo soprattutto fuori da quest'aula.

Io non sono per perdere qui molto tempo o molti giorni, ho rispetto per il collega Gian Valerio Sanna che, come dire, è il principe degli stacanovisti e interpreta il suo ruolo con grande rigore morale ed etico, ed io gliene sono grato, ma farvi stare qui in quest'aula toglie tempo a noi per andare fuori a raccontare del vostro fallimento.

Noi qui siamo già convinti tutti che avete fallito, bocceremo questa ennesima proroga, ma andremo fuori di qui a indicare un diverso modello di sviluppo e una diversa strada per restituire un futuro di speranza alle nostre comunità.

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