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Interpellanza n. 6 su Commissariamento Autorità d'Ambito
6 Maggio '09, mercoledì
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA XIV LEGISLATURA

INTERPELLANZA PORCU, SABATINI, LOTTO, MORICONI, MANCA sulle Disposizioni in materia di commissariamento dell'Autorità d'Ambito di cui alla deliberazione n. 13/18 del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna del 24 marzo 2009.

I sottoscritti Consiglieri regionali,
premesso che con la deliberazione n. 13/18 del 24 marzo 2009, il Presidente della Regione, d’intesa con l’Assessore dei lavori pubblici, ha deliberato:
“- di provvedere attraverso apposito disegno di legge ad una generale revisione della normativa regionale in materia di Servizio Idrico Integrato;
- di sospendere, nelle more della revisione della normativa del Servizio, la procedura elettorale di rinnovo dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito;
- di revocare il mandato del Commissario nominato per l’attivazione della procedura elettorale (deliberazione della Giunta n. 53/20 del 9 ottobre 2008);
- di nominare l’Ing. Franco Piga quale Commissario che svolga le funzioni dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito per il periodo strettamente necessario a consentire il rinnovo degli Organi sulla base della nuova normativa regionale in materia di servizio idrico integrato, che sarà approvata in conformità al disposto della legge n. 244/2007, art. 2 comma 38, e comunque per non più di sei mesi”;

sottolineato che nelle premesse di detto atto si fa riferimento, quale presupposto essenziale, alla “necessità non più rinviabile di procedere ad una generale revisione della normativa regionale in materia di Servizio Idrico Integrato, tanto, in ragione della urgente necessità di recepire i principi di modifica introdotti dalla legge nazionale, quanto per la necessità di apportare i necessari adeguamenti al Sistema per garantirne un funzionamento più efficiente, appare opportuno sospendere il rinnovo dell’organismo regolatore così come ad oggi configurato e rivedere l’assetto strutturale predisposto dalla legge regionale anche in considerazione delle forme giuridiche individuate dalla legge n. 244/2007 in alternativa agli strumenti predisposti dall’art. 30 del D.Lgs. n. 267/2000, specie in riferimento all’obiettivo di contenimento dei costi assegnato dal legislatore”;

rilevato che l’art. 19 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, recante norme in materia di Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36, attribuisce alla Giunta il potere di sciogliere l’Assemblea dell'Autorità d'ambito, con decreto del Presidente della Regione adottato previa delibera di Giunta e comunicato al Consiglio regionale, esclusivamente nelle ipotesi di “gravi o persistenti violazioni di legge” e “quando non possa essere assicurato il normale funzionamento del consorzio”;

rilevato altresì che ai sensi del comma 5 del medesimo articolo “con il medesimo decreto è nominato il commissario che svolge le funzioni dell'Assemblea fino alla sua ricostituzione e sono indette, per una data non successiva ai tre mesi dallo scioglimento, le votazioni per la ricostituzione dell'Assemblea”;

ravvisato che la deliberazione in oggetto ha sospeso la procedura elettorale di rinnovo dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito e contestualmente disposto il commissariamento della medesima fuori dei casi previsti dalla legge;

constatato che ai sensi della legge n. 241/1990, art. 21 octies, essa appare annullabile per violazione di legge;

osservato altresì che dalla mancanza di congruenza tra i presupposti indicati nella premessa e la deliberazione deriva comunque l’illegittimità della stessa per eccesso di potere sub specie di irragionevolezza dell’atto;

rilevato che dalla illegittimità della nomina del Commissario deriverebbe, in via consequenziale, l’illegittimità degli atti che il medesimo dovesse emanare;

osservato che quanto suesposto può determinare l’insorgenza di un danno ingiusto fonte di una responsabilità della Regione e di un conseguente contenzioso giudiziario;

gli interpellanti chiedono al Presidente della Regione e all’Assessore dei lavori pubblici  se:
1. siano a conoscenza del vizio che determina l’annullabilità della deliberazione;
2. non ritengano di dover procedere ad un riesame dell’atto in oggetto anche al fine di predisporre gli atti che si rendessero necessari in sede di autotutela;
3. non ritengano di dover adottare gli opportuni provvedimenti al fine di salvaguardare l’interesse della Regione ed evitare futuri contenziosi.

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