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A Oristano per dare aria nuova al Pd
dall'Unione Sarda 16 Dicembre '10, giovedì
La Firenze sarda è a Oristano, per il Partito democratico: è lì (teatro Garau, dalle 9.30) che domenica prossima, 19 dicembre, si riuniranno gli autoconvocati di «Prossima fermata Sardegna», iniziativa che richiama esplicitamente l'assemblea organizzata a novembre dal sindaco fiorentino Matteo Renzi.

Quelli riuniti nel capoluogo toscano furono chiamati «i rottamatori», merito o colpa di un'intervista in cui lo stesso Renzi auspicava la rottamazione di tutti i dirigenti del Pd: da Veltroni a Bersani, passando per D'Alema. «Noi non rottamiamo nessuno», mette le mani avanti Laura Pisano, una delle ideatrici dell'iniziativa sarda: «È vero però che qui la politica è in mano alle stesse persone da almeno vent'anni. Vorremmo aprire le finestre e contribuire a creare una classe dirigente nuova».

I RAPPORTI COL PARTITO In effetti, l'appuntamento di Oristano non è preceduto dalle stesse tensioni col Pd “ufficiale” che caratterizzarono il meeting di Firenze. Allora addirittura fu convocata negli stessi giorni, a Roma, l'assemblea nazionale del partito, e si sprecarono le polemiche tra gli uni e gli altri. Invece al teatro Garau è prevista la presenza del segretario regionale Silvio Lai, per sentire gli autoconvocati.

La stessa conferenza stampa che annuncia la manifestazione si tiene nella sede regionale dei democratici. E al tavolo c'è anche il segretario provinciale di Cagliari Thomas Castangia: «Vogliamo superare le divisioni, un po' strumentalizzate, tra “quelli di Firenze” e “quelli di Roma”», chiarisce, «questo è un confronto che si è sviluppato molto nella rete web e che ha coinvolto gente che, all'ultimo congresso regionale, si trovava in correnti diverse». «Vorremmo anzi superare la divisione correntizia», aggiunge Selma Bellomo, della segreteria provinciale oristanese, «e pur senza rinnegare l'organizzazione del partito ci piacerebbe coinvolgere anche chi fa politica nelle associazioni o in realtà esterne».

IL PROGRAMMA Sono già 65 gli oratori previsti all'assemblea di Oristano: come per quella fiorentina, ciascuno potrà parlare solo cinque minuti. E nonostante questo i lavori non dovrebbero finire prima delle 19, al netto della pausa pranzo tra le 13 e le 15. È probabile che in avvio si dia spazio a una testimonianza dei lavoratori del Teatro lirico di Cagliari. Gli interventi si alterneranno con letture, video e brani musicali. Non parteciperà Renzi, ci sarà però Pippo Civati, l'altro leader dei cosiddetti rottamatori. «Sia chiaro, i nostri ragionamenti vanno avanti da prima che scendesse in campo Renzi», fa presente Marco Murgia. «Il gruppo ha iniziato a formarsi dopo le Regionali del 2009», conferma Sandro Marotto.
Murgia ricorda che «molti di noi si sono avvicinati al Pd proprio perché prometteva di essere un partito aperto, inclusivo, che valorizza la dialettica e le diversità interne come una ricchezza». Non si tratta di creare nuove correnti ma «di discutere pubblicamente anziché in segrete stanze».

E infatti, annunciano i «non-rottamatori» sardi, a Oristano «non si parlerà di dirigenti, segretari, correnti, organizzazioni». «Da noi vale il principio “una testa un voto”, senza capibastone», sottolinea Laura Pisano. Si parlerà semmai di proposte concrete per la Sardegna, articolate attorno a cinque temi cardine: lavoro, ambiente, istruzione, sociale, buona amministrazione.

LE PROPOSTE Sono stati invitati gli amministratori locali del Pd, e molti hanno aderito. L'intenzione è riuscire a formulare, al termine della giornata, una «carta» che raccolga idee e proposte per l'Isola. «Inoltre raccoglieremo le firme - riprende Castangia - per due iniziative da sottoporre al partito: il rispetto rigoroso dello statuto, che limita a tre i mandati parlamentari con al massimo il 10 per cento di deroghe, e la scelta dei candidati alle Politiche attraverso le primarie, almeno finché resterà l'attuale legge elettorale».
di Giuseppe Meloni

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