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Così vince la Sardegna
21 Settembre '13, sabato
Sono stato tra gli estensori della linee guida di un programma per la Sardegna con le quali Francesca Barracciu si presenta alle primarie del 29 settembre.  
E'  un documento work in progress aperto a contributi ed integrazioni che ha però il pregio di indicare priorità molto nette ed obiettivi coraggiosi per il prossimo governo della Sardegna.  
Ci sono vari livelli di lettura del documento.  Ci si può fermare alla sintesi iniziale o si possono approfondire le varie proposte per una Sardegna Intelligente, Sostenibile, Inclusiva.  
Buona lettura e, se ne avete voglia, non mancate di farmi avere i vostri commenti.
Chicco

RIPARTIRE CON L’EUROPA. COSI’ VINCE LA SARDEGNA
Il 2014 deve segnare una svolta per la Sardegna, una grande occasione per ripartire e ridare speranza.

Negli ultimi 5 anni la Sardegna è scivolata pesantemente indietro: il PIL è sceso di circa il 7% rispetto al 2008, oltre 50.000 posti di lavoro sono andati persi, i consumi delle famiglie sono tornati ai livelli del 2000.

Di fronte a quest'emergenza la Giunta Cappellacci non è riuscita a elaborare un'idea organica di sviluppo per fare ripartire la Sardegna: troppa propaganda e poca concretezza. Il successo di chi guiderà la nostra isola tra il 2014 e il 2019 sarà misurato proprio su una reale capacità di invertire la tendenza.  Abbiamo bisogno di riforme economiche, sociali ed istituzionali che ci consentano non solo di recuperare quanto perduto, ma anche di proiettarci in un futuro più prospero.  Abbiamo bisogno di una crescita intelligente, perché basata sull'innovazione e sulla conoscenza; sostenibile ed efficiente perché rispettosa nell'utilizzo delle risorse ambientali; inclusiva perché il cambiamento non deve lasciare nessuno indietro.

Quella che ci attende tra la fine di settembre ed il prossimo febbraio è solo la prima parte del cammino che vogliamo intraprendere insieme a tutti i sardi che credono che la crisi si può battere. Un futuro diverso sarà possibile solo se sapremo essere, tutti insieme, all'altezza delle nostre ambizioni e delle nostre responsabilità.

VOGLIAMO UNA SARDEGNA INTELLIGENTE
La Sardegna vince puntando su un’economia della conoscenza basata su alti livelli di istruzione e sull’orientamento all’innovazione e alla ricerca dell’eccellenza.

Vogliamo dimezzare il tasso di dispersione scolastica e raddoppiare il numero di giovani che raggiungono la laurea; raddoppiare la percentuale di PIL dedicata agli investimenti in ricerca e sviluppo; garantire l'accesso alla banda larga a tutti i cittadini sardi entro il 2020, per sfruttare appieno i vantaggi di un unico mercato digitale europeo. Una Sardegna che investe nel capitale umano saprà valorizzare meglio il proprio straordinario patrimonio ambientale, storico e culturale e rafforzare la propria identità a cominciare dalla lingua.


VOGLIAMO UNA SARDEGNA SOSTENIBILE
La sostenibilità deve essere il principio ispiratore di tutte le nostre scelte.

La crescita sostenibile non è soltanto massima attenzione all'ambiente e al paesaggio, ma significa orientare l'economia ad un uso efficiente delle risorse; significa sostenibilità istituzionale ed economica, una burocrazia efficiente che non ostacoli la crescita e sia al servizio dei cittadini e delle imprese; una Regione leggera che superi le province ed esalti il ruolo dei Comuni.

Sostenibilità è abbattere le imposte regionali e locali, liberare risorse per la crescita e lo sviluppo che partano da una energica spending review del bilancio regionale; una nuova legge urbanistica che promuova la qualità ambientale ed architettonica; energie rinnovabili al servizio dello sviluppo locale; una riconversione industriale che partendo dalle bonifiche ambientali sia occasione di nuovo sviluppo e lavoro; un assessorato regionale per lo sviluppo economico che razionalizzi il sostegno alle imprese e assicuri una governance unitaria delle politiche per le attività produttive.

Sostenibilità è anche sostegno ad un'agricoltura di qualità che premi le produzioni locali e abbatta le quote di alimenti importati, un turismo che si integri con i diversi settori produttivi dell'economia, con l'ambiente, la cultura e la storia della nostra terra.

VOGLIAMO UNA SARDEGNA INCLUSIVA
La Sardegna vince se non lascia nessuno indietro.

Obbiettivo primario è l'annullamento di tutte le disuguaglianze, sociali e territoriali: fra zone urbane e paesi, fra giovani e anziani, fra uomini e donne, fra imprese e lavoratori, fra sardi e immigrati.
Ci impegneremo per un rafforzamento dei diritti sociali fondamentali, dal lavoro alla sanità, dall'istruzione alla mobilità. Non sarà ammessa nessuna discriminazione di genere soprattutto nelle istituzioni e nessuna concessione sarà fatta neanche ai fenomeni di razzismo e di omofobia. Un nuovo welfare inoltre si impone per combattere l'esclusione sociale e la povertà, favorendo l'inserimento nel tessuto sociale e lavorativo delle persone e delle famiglie a rischio.

Le stesse opportunità vanno offerte agli immigrati, innescando processi di integrazione, rafforzando il sistema delle consulte, presenti in molti comuni, per costruire una via sarda all'accoglienza, alla pace e alla convivenza civile tra i popoli.

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