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Non rottamiamo nessuno, abbiamo bisogno di tutti
5 Novembre '10, venerdì

Caro direttore,
intanto complimenti per aver ripreso le pubblicazioni della sua testata online.  Ogni voce libera è utile al dibattito tra progressisti.

Le scrivo perché oggi trovo, con stupore, sulla testata da Lei diretta, un (clicca qui) articolo a nome di Filippo Palazzi che mi invita alla auto-rottamazione.  Le motivazioni sono varie.  La più paradossale è l’accusa di aver appoggiato le epurazioni operate da Soru-Passoni (vengono citate quella di Lai, Spissu, Biancu e altri) e nello stesso tempo di appoggiare ora la segreteria di Lai a discapito delle “truppe soriane”.

L’autore sotto pseudonimo dimentica che proprio su questo punto - e più in generale su una diversa valutazione delle cause della sconfitta elettorale - che è maturata una mia presa di distanza dalle posizioni politiche espresse da Renato Soru.  Queste riflessioni si possono facilmente ritrovare in un documento “Imparare dagli Errori, Guardare al Futuro” pubblicato anche su Rosarossa nel dicembre del 2009 (visibile anche sul mio sito sezione idee e programmi).

Non ho condiviso e non condivido  le “epurazioni” mascherate da regola dei due mandati,  ritengo sia stato un errore aver sottovalutato il peso delle divisioni nel partito e nella coalizione, ritengo sia stato fatale non aver favorito una maggiore coesione sociale intorno all’azione di governo della presidenza Soru.  Ovviamente la critica riguarda me stesso per quanto di meglio non sono riuscito a fare nel ruolo di responsabilità che pure ho esercitato.  Non parlo per altri, non voglio giudicare nessun’altro.

Non ho tratto vantaggi dalle mie scelte politiche. Tutt’altro.  Gli organismi del PD in Sardegna sono ancora oggi figli delle spaccature nel partito nate nelle ultime elezioni regionali.  Uscire da quello schema vuol dire abbandonare sostegni e protezioni. Da questo punto di vista mi sento amico di Soru quanto di Paolo Fadda.

Ma questo non mi impedisce di trarre delle lezioni dal passato e di coltivare la speranza che la politica possa essere non lotta di potere tra bande, ma concreto strumento per migliorare la qualità della vita sociale delle nostre comunità

Il nostro partito ha bisogno di tutti e di non rottamare nessuno.  A Firenze sono andato per ascoltare e capire cosa si muove in un partito che mi appare ancora troppo legato  agli schemi ed alle appartenenze del passato.

Mi piacerebbe militare in un partito di persone che non si sentono ex-qualcosa, ma semplicemente democratici.  Non è un problema solo di generazione anagrafica e neanche di generazione politica.  E’un problema culturale, è la scelta di aprirsi al nuovo, di rimescolarsi, di mettersi in discussione, di essere pienamente sintonizzati sui problemi e sui progetti per il presente.

Spero, infine, che la nota sotto pseudonimo Filippo Palazzi non sia un modo per inaugurare la corsa per le Comunali di Cagliari.

Il ritiro da candidato sindaco del Senatore Cabras, anche per come è maturato, non è un segnale positivo per il centro sinistra.  Rischia di indebolire le nostre prospettive di vittoria non di rafforzarle.  Mi auguro che le gelosie e gli individualismi non prendano la forma del fuoco amico e degli attacchi personali.  

Le nostre divisioni vanno messe da parte e ognuno di noi dovrà saper fare tutti i passi indietro necessari per contribuire ad un progetto collettivo utile per sconfiggere il centro destra a Cagliari e in Italia.  Per fare questo occorre dimostrare responsabilità, concretezza e pacatezza.  Sono certo che anche Rosarossa lo saprà fare.
di Chicco Porcu

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I commenti:

giove
Sabato 13 Novembre 2010, 14:17:08
Sono d'accordo con Marte che vorrebbe come me e tantisimi a questo punto come noi, persone competenti e capaci che conoscano le lingue che sappiamo utilizzare le tecnologie e abbiano visitato il mondo il mondo.Ma oltre a queste caratteristiche devono possedere la componente piu' importante:avere la passione per la politica ,che significa dedizione e servizio per il cittadino e sempre per un limite di due(massimo )TRE MANDATI.Perche' la politica non puo essere un mestiere ,altrimenti la Casta restera' tale.E sopratutto rischia di diventare SuperCasta ,dal momento che il problema del lavoro, e' diventato merce rara ed oggi,(ma anche ieri) senza quella forma di raccomandazione che caratterizza il nostro vivere quotidiana ,difficilmente trova qualche soluzione lavorativa.E' chiaro che solo l'insieme di queste scelte (limiti di mandato-competenza e ricambio di classe politica),possono determinare quel cambio culturale per farci sperare e sognare una societa' migliore.
Marte
Giovedì 11 Novembre 2010, 20:08:29
Dato per scontato che dopo tre mandati si deve andare a casa perchè non si ha più niente da dire e da dare, questa semplice regola basterà a risolvere i problemi del paese?
Secondo me un mandato è anche troppo se non si hanno proposte veramente innovative da fare.
@ giove : E... sì per cambiare il paese devono andare al governo le teste d'uovo, come le chiami tu, con un filo di preoccupante disprezzo. Non mi interessano imprenditori che si sono fatti da sè, politicanti allevati nelle segreterie, sindacalisti pensionati, ex boiardi di stato. Voglio gente che ha studiato per una vita e che sa di cosa parla, anche se è poco affascinante, accattivante. Voglio gente che parla le lingue straniere, che ha vissuto all'estero, che si intende di internet, di scienza, di ingegneria, di management, di economia.
Viva il governo dei nerds! :-)
giove
Mercoledì 10 Novembre 2010, 18:55:36
da non poterne fare a meno ?Ma e' possibile che negli Stati Uniti ,in Inghilterra, in Francia ,in Brasile, Venezuela,dopo due mandati tornano alla vita normale, e qui in Itlia da quando uno si siede in un consiglio comunale diventa e si comporta subito da politico a vita,e' tempo di cambiare !
giove
Mercoledì 10 Novembre 2010, 14:44:46
Ci vuole la consulenza delle teste d'uovo della Bocconi della Sapienza,restando in Italia,per comprendere che una classe politica come quella Italiana e' da ricambiare?In particolare quella della sinistra che e' stata sconfitta dalla storia(ieri se non sbaglio era il 21°anniversario della caduta del muro di Berlino), e per ben due volte e' stata mandata dal popolo Italiano al governo,ma si e' sciolta non solo per le beghe interne,ma perche' non aveva un progetto.l' u nico progetto e' sempre stato quello individuale mantenere il seggio alla camera e al senato vitanatuldurante.Soru aveva un progetto e lo hanno affondato ,perche' lui ha iniziato il ragionamento del ricambio,Perche' come Renzi e' partito da un ragionamento semplice eticamente e moralmente sostenuto dalla maggioranza del popolo:.La politica si deve fare per servizio e non per professione,dopo due ,massimo tre mandati,non solo non hai piu'niente da dire e da dare ai cittadini al tuo popolo,ma diventi solo Casta,che cura eslusivamente i suoi clienti elettori per farsi rieleggere .Vorrei che qualcuno mi facesse qualche nome sui grandi personaggi politici ,che in questi ultimi vent'anni hanno dato talmente capacita' .
Marte
Martedì 09 Novembre 2010, 14:51:34
Fatico a vedere in Renzi la "vision" di Renato Soru.
Non riesco a trovare molto in comune tra i due.
Dal nome stesso della corrente si deduce che la loro visione è tutta interna al partito (rottamarne la classe dirigente attuale) e poco orientata a soluzioni per il paese. Per proporre soluzioni alternative di solito si parte da un approccio nuovo frutto di nuove analisi. I "rottamatori" hanno un laboratorio, un centro studi, economisti e/o sociologi e/o politologi di riferimento?
Quale angolatura della realtà che ancora nessuno aveva mostrato ci stanno illuminando?
enzo
Lunedì 08 Novembre 2010, 15:41:28
Certo che abbiamo bisogno di tutti,anche di quelli che dopo due legislature ,tornano a fare il mestiere che facevano prima,Poi siccome sono affezionati al partito si mettono a disposizione,come fanno centinaia di migliaia di iscritti e non iscritti ,che fanno volontariato nel partito.Il professionismo della politica,non solo e' eticamente deleterio,ma i fatti i risultati ci dimostrano e ci hanno dimostrato,che non sono serviti a far migliorare o a risolvere i problemi veri dei cittadini.La politica come ha provato a fare Renato Soru, e da ieri Renzi(ma come Soru e Renzi,la pensano milioni di Italiani)deve tornare ad essere servizio per un tempo limitato verso i cittadini.
Anna B.
annabiggio@gmail.com »
Domenica 07 Novembre 2010, 12:57:14
Chicco non ha paura di andare avanti ed ha una grande capacità di innovare per poter fare crescere il nostro partito. Abbiamo bisogno di respirare aria nuova con proposte nuove e sopratutto concrete. Basta con l'aria fritta ed i proclami che altro non fanno che confondere noi militanti e tutti gli elettori. Chi teme le buone idee e i buoni progetti ha solo paura di perdere la propria poltrona, solo interessi personali e basta! La vera colpa di questi personaggi è che hanno messo da parte il BENE COMUNE: E' un termine che da un pò non si sente più, ma che per noi dovrebbe significare territorio, persone che lo abitano, noi stessi. insomma una grande ricchezza da preservare e da consegnare a chi verrà dopo di noi. Invece pare che sia prerogativa di pochi intimi del partito. Basta così grazie. Ora abbiamo bisogno di rinnovamento, e sopratutto, cosa che qualcuno non vuole, abbiamo bisogno di partecipazione, di diaologo continuo, di un lavoro sinergico tra iscritti, elettori, cittadini e persone come Chicco Porcu. Iniziamo questo percorso, sicuramente farà del Pd un grande partito! Grazie Chicco.
giusy
Sabato 06 Novembre 2010, 20:25:33
Secondo me, abbiamo bisogno di tutti quelli che vogliono un vero partito riformista, anche a scapito di posizioni di potere più o meno acquisite. Abbiamo bisogno di persone coraggiose e generose che non badino allo spicciolo tornaconto personale. Come è stato detto tante volte, non è l'età anagrafica che conta veramente, ma la capacità di impegnarsi per il bene comune. Tanti esponenti che non nomino hanno avuto mille occasioni per fare qualcosa, l'unico risultato ottenuto mi pare quello di occupare poltrone ben remunerate a vita.
Franca
Sabato 06 Novembre 2010, 18:26:33
Non è piaggeria la mia, è piuttosto un comune sentire sulla genesi della poszione politica di Chicco a cui comunque non si può rimproverare la mancanza di fedeltà e coerenza durante la sua esperienza durante la Giunta Soru. L'analisi che fà del partito oggi è puntuale, rivela le ancora troppe differenze che ci caratterizzano secondo le culture degli ex partiti di provenienza.Per quanto poi riguarda quel bruttissimo termine "rottamazione", introducendo di fatto il ricambio generazionale mi vede d'accordo però senza fare di questo un dogma o sentirsi certi che comunque è la panacea di tutti i mali d'Italia. Renzi mi piace e mi aspetto novità interessanti da Firenze ma non illudiamoci che essere quarantenni rislve tutti i problemi. Lo ha affermato la stessa Debora Serracchiani ieri sera a "otto e mezzo" mostrando serietà di giudizio perchè anche secondo me "abbiamo bisogno di tutti"

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